Il commissario europeo agli Affari interni e alla Migrazione, Magnus Brunner, ha rassicurato: “Nessun migrante da Ceuta è entrato nell’area Schengen”. L’Ue punta su rimpatri, rafforzamento delle frontiere esterne e accordi con i Paesi terzi.
Bruxelles ha così ridimensionato i timori legati alla crisi migratoria nell’exclave spagnola, dopo la decisione del governo italiano di introdurre temporaneamente controlli alla frontiera con la Spagna per il timore di possibili movimenti secondari verso il territorio europeo.
Secondo il ministro dell’Interno spagnolo, circa 72mila persone sono entrate illegalmente nel Paese, mentre 70mila hanno già fatto rientro in Marocco. Sale a 88 i numero dei morti, tra cui bambini
Si sono riuniti oggi in videoconferenza i 27 ministri dell’Interno dell’Unione europea per discutere della crisi migratoria a Ceuta.
Al termine dell’incontro, Brunner ha spiegato che la situazione non ha avuto ripercussioni sull’area Schengen. “Nessun migrante da Ceuta è entrato nell’area Schengen”, ha dichiarato, precisando che la Spagna ha confermato che “nessuno si è effettivamente spostato sulla terraferma spagnola”.
Il commissario ha tuttavia riconosciuto le preoccupazioni espresse dall’Italia: “Capisco l’Italia, la gente era preoccupata”, ha affermato, sottolineando che durante la riunione è emersa piena solidarietà nei confronti della Spagna.
Dal confronto tra i ministri è emersa una posizione comune sulla necessità di rafforzare la lotta contro il traffico di migranti, aumentare i rimpatri, proteggere le frontiere esterne dell’Ue e sviluppare nuovi partenariati con i Paesi terzi.
“Se un Paese terzo rifiuta di cooperare sulla riammissione dei propri cittadini, l’Unione deve poter applicare forti condizionalità in ogni settore, utilizzando tutte le leve a disposizione”, ha dichiarato il ministro dell’Interno italiano Matteo Piantedosi.
Tra le proposte discusse anche quella degli hub per i rimpatri nei Paesi terzi, sostenuta dall’Italia. Brunner ha spiegato che sei Stati membri stanno lavorando per avviare interlocuzioni con Paesi extra Ue sulla possibile creazione di strutture di questo tipo. “Il progetto Italia-Albania è diverso: è un progetto italiano”, ha precisato il commissario, aggiungendo che iniziative simili rientrano nelle competenze dei singoli Stati membri.
L’Unione europea punta inoltre a rafforzare il concetto di “Paese terzo sicuro”, che permetterebbe di gestire alcune procedure di asilo al di fuori del territorio europeo con l’obiettivo di contrastare la migrazione irregolare.
Resta però alta la tensione tra Roma e Madrid. Il governo spagnolo ha definito “incomprensibile” la decisione italiana di sollevare il tema di un possibile rischio per Schengen, sottolineando che Ceuta gode di un regime speciale e che non ci sarebbe stato alcun movimento secondario verso il resto dell’Europa.
Secondo il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska, dall’inizio della crisi sono entrati illegalmente a Ceuta circa 72mila migranti, ma 70mila di loro sarebbero già rientrati in Marocco.
Brunner ha infine commentato anche il piano di regolarizzazione dei migranti avviato dalla Spagna, affermando che al momento non emerge un collegamento diretto con gli eventi di Ceuta, ma definendo queste misure “non un buon segnale per il resto d’Europa”.