Nucleare, Pichetto Fratin accelera sulla legge delega

Il ministro dell'Ambiente punta all'approvazione del disegno di legge delega sul nucleare sostenibile prima della pausa estiva, con i decreti attuativi attesi entro fine 2026


Pichetto Fratin: approvazione della legge delega nucleare entro la pausa estiva

Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha dichiarato il 22 luglio 2026 di attendersi l'approvazione del disegno di legge delega sul nucleare sostenibile in Senato prima della pausa estiva parlamentare. L'orizzonte temporale indicato è di circa un mese e mezzo, un'accelerazione significativa rispetto ai tempi ordinari del processo legislativo italiano. L'obiettivo è che sia la Camera sia il Senato completino l'iter entro tale scadenza, aprendo formalmente la strada a una nuova politica energetica nazionale che include il nucleare tra le opzioni strutturali del mix italiano.

La dichiarazione del ministro: chi, cosa, quando e dove

Pichetto Fratin ha rilasciato le dichiarazioni a Roma il 22 luglio 2026, esprimendo fiducia nell'approvazione del testo prima dell'interruzione estiva dei lavori parlamentari. «Mi aspetto che il disegno di legge delega venga approvato in Senato prima della pausa estiva», ha affermato il ministro, aggiungendo che i decreti attuativi delegati dovranno essere emanati entro la fine del 2026. Si tratta di un impegno temporale preciso, che vincola l'esecutivo a un calendario serrato nella seconda metà dell'anno.

Lo stato dell'iter parlamentare

Il disegno di legge delega ha già ottenuto il primo via libera alla Camera (Montecitorio) e deve ora superare l'esame del Senato. Il testo era stato originariamente approvato dal Consiglio dei Ministri su proposta dello stesso Pichetto Fratin nell'ambito del programma di nucleare «sostenibile». Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) sta anticipando il lavoro tecnico preparatorio in parallelo all'iter parlamentare, al fine di non perdere tempo prezioso una volta ottenuta la base giuridica necessaria.

Contenuto della legge delega sul nucleare: cosa prevede il testo

Il disegno di legge delega mira ad abilitare in Italia la produzione di energia nucleare attraverso le nuove tecnologie dei mini reattori modulari (SMR), gettando le basi normative per la ricerca e la futura produzione sul territorio nazionale. Il testo non costituisce ancora una scelta politica definitiva sulla costruzione di impianti, ma definisce il quadro giuridico entro cui il Governo potrà agire con successivi decreti delegati. La diversificazione delle fonti energetiche nazionali, con l'inclusione del nucleare, è indicata come strumento per garantire stabilità e indipendenza energetica al sistema Paese.

Mini reattori modulari (SMR): la tecnologia al centro della delega

L'obiettivo dichiarato del ministro è far ripartire la ricerca e creare le condizioni industriali per la produzione, in futuro, di mini reattori modulari in Italia. La scelta tecnologica sugli SMR riflette le tendenze internazionali più avanzate nel settore del nuovo nucleare civile: si tratta di reattori di piccola taglia, con caratteristiche di sicurezza intrinseche superiori rispetto alle generazioni precedenti, e con tempi e costi di costruzione potenzialmente più contenuti rispetto agli impianti tradizionali di grande scala. «Bisogna mettere il Paese nelle condizioni di tornare al nucleare», ha sottolineato Pichetto Fratin, indicando nella ricerca il primo passo indispensabile.

Decreti attuativi: la tabella di marcia post-approvazione

Una volta approvata la legge delega, il Governo dovrà emanare i decreti legislativi delegati entro la fine del 2026, secondo quanto indicato dallo stesso Pichetto Fratin. Questi decreti definiranno nel dettaglio la regolamentazione tecnica, autorizzativa e di sicurezza per il nucleare italiano, traducendo in norme operative il mandato conferito dal Parlamento all'esecutivo. Il Mase sta già lavorando in via preparatoria per accelerare la redazione di tali provvedimenti non appena la delega sarà formalmente conferita.

Il contesto energetico: perché l'Italia punta al nucleare sostenibile

L'accelerazione sul nucleare si inserisce in un quadro di forte pressione sul sistema energetico italiano, caratterizzato da instabilità geopolitica e dalla volatilità dei prezzi di gas e petrolio. Il ministro ha sottolineato la necessità di mettere il Paese nelle condizioni di tornare al nucleare per garantire sicurezza e indipendenza energetica. La diversificazione delle fonti è considerata una priorità strategica per ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, una vulnerabilità strutturale che le crisi internazionali degli ultimi anni hanno reso ancora più evidente.

Instabilità geopolitica e sicurezza energetica

Le crisi internazionali, in particolare le tensioni nello Stretto di Hormuz, rappresentano uno dei principali fattori di rischio per l'approvvigionamento energetico italiano. Pichetto Fratin ha citato esplicitamente questi scenari come motivazione strutturale per accelerare la transizione verso fonti energetiche domestiche e diversificate. La dipendenza dalle rotte di transito del petrolio e del gas espone l'Italia a rischi di fornitura che solo una maggiore autonomia produttiva interna può mitigare nel lungo periodo.

La soglia del gas e il ruolo del carbone come misura contingente

In parallelo al percorso nucleare, il ministro ha indicato che una quotazione del gas superiore a 70 euro/MWh costituirebbe la soglia per valutare la riattivazione delle centrali a carbone in uno scenario emergenziale. «Parliamo di uno scenario emergenziale, non della normalità», ha precisato Pichetto Fratin, chiarendo che tale misura è contingente e non strutturale, distinta dalla strategia di lungo periodo sul nucleare. Il ministro ha inoltre confermato di non aver ordinato lo smantellamento delle centrali a carbone esistenti, preservandone la disponibilità come opzione di ultima istanza.

Il polo industriale nucleare: Enel, Ansaldo Nucleare e Leonardo

In attesa dell'approvazione della legge delega, il settore industriale si prepara con la costituzione di una joint venture tra Enel, Ansaldo Nucleare e Leonardo, destinata a diventare il principale veicolo nazionale per lo sviluppo della filiera nucleare italiana. Questa architettura industriale riflette la volontà di ricostruire competenze e capacità produttive nazionali in un settore che l'Italia aveva abbandonato a seguito del referendum del 1987. La sinergia tra un operatore energetico di scala europea come Enel, un costruttore specializzato come Ansaldo Nucleare e un gruppo tecnologico e della difesa come Leonardo mira a coprire l'intera catena del valore, dalla progettazione alla realizzazione degli impianti.

Il Mase sta anticipando il lavoro tecnico preparatorio in parallelo all'iter parlamentare, coordinandosi con i soggetti industriali coinvolti per garantire che, una volta ottenuta la delega legislativa, i tempi di attuazione siano i più rapidi possibile. Questa impostazione operativa segnala la determinazione dell'esecutivo a non disperdere il momentum politico e normativo accumulato.

Prospettive e prossimi passi: cosa attendersi dopo l'estate

Se il Senato approverà la legge delega nucleare entro la pausa estiva, il Governo disporrà della base giuridica per avviare la redazione dei decreti attuativi nella seconda metà del 2026. L'approvazione della delega non implica l'immediata costruzione di impianti nucleari sul territorio italiano, ma apre formalmente la strada a una politica energetica che include il nucleare tra le opzioni strutturali del mix nazionale. Il percorso verso i primi impianti SMR operativi rimane di lungo periodo — con orizzonti temporali che gli esperti del settore collocano generalmente oltre il 2035 — ma la legge delega rappresenta il primo tassello normativo indispensabile senza il quale nessun passo successivo sarebbe possibile.

Il calendario delineato da Pichetto Fratin è dunque il seguente: approvazione parlamentare entro la pausa estiva 2026, emanazione dei decreti legislativi delegati entro dicembre 2026, avvio della fase regolatoria e autorizzativa nella prima metà del 2027. Un percorso ambizioso, che richiederà una convergenza politica stabile e una capacità tecnico-amministrativa che il Mase sta già cercando di costruire in via anticipatoria.


Il presente articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria, raccomandazione di investimento né sollecitazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. I dati e le dichiarazioni riportati sono attribuiti alle fonti indicate. Gli investitori sono invitati a valutare autonomamente i rischi connessi a qualsiasi decisione di investimento nel settore energetico.