Caso Roggero, il centrodestra si divide sulla legittima difesa: Lega e Fratelli d'Italia rilanciano, Forza Italia frena

Il caso del gioielliere Mario Roggero riaccende il confronto nella maggioranza sulla legittima difesa. La Lega propone una riforma radicale del Codice penale, Fratelli d'Italia punta a limitare i risarcimenti agli aggressori, mentre Forza Italia invita alla prudenza e difende l'attuale equilibrio normativo


Il caso Roggero riapre il dibattito sulla legittima difesa

La vicenda giudiziaria di Mario Roggero continua ad avere importanti ripercussioni sul dibattito politico. La condanna definitiva del gioielliere piemontese, che nel 2021 uccise due rapinatori in fuga dopo una rapina nel suo esercizio commerciale, è diventata il punto di riferimento per una nuova offensiva legislativa del centrodestra sul tema della legittima difesa.

Se da un lato tutti i partiti della maggioranza esprimono solidarietà personale nei confronti di Roggero, dall'altro emergono profonde differenze sulle modifiche da apportare all'ordinamento.

Lega, Fratelli d'Italia e Futuro Nazionale propongono interventi differenti, mentre Forza Italia invita a evitare riforme dettate dall'emotività e ribadisce la necessità di preservare i principi dello Stato di diritto.


La Lega propone una revisione del Codice penale

L'iniziativa più incisiva arriva dalla Lega con un disegno di legge presentato dal senatore Claudio Borghi.

La proposta interviene direttamente sull'articolo 52 del Codice penale, introducendo una nuova causa di non punibilità per chi reagisce a un'aggressione armata all'interno della propria abitazione oppure del proprio luogo di lavoro.

Il testo stabilisce che qualsiasi reazione posta in essere nell'immediatezza dell'aggressione non sarebbe punibile, indipendentemente dalla proporzionalità della risposta, dalla permanenza del pericolo o dalla natura strettamente difensiva della condotta.

L'obiettivo dichiarato è superare l'attuale orientamento della Corte di Cassazione, che continua a richiedere una verifica concreta della proporzionalità tra offesa e difesa anche dopo le riforme della legittima difesa approvate nel 2006 e nel 2019.

Secondo la Lega, chi entra armato in un'abitazione o in un'attività commerciale accetta consapevolmente il rischio delle conseguenze derivanti dalla reazione della vittima.


Salvini: «La legge non può cambiare il caso Roggero»

Il leader della Lega Matteo Salvini ha riconosciuto che un'eventuale modifica legislativa non potrebbe incidere sulla posizione processuale di Mario Roggero, essendo ormai intervenuta una sentenza definitiva.

Per questo motivo il vicepremier ritiene che la strada più percorribile sia quella dell'esecuzione della pena attraverso misure alternative al carcere, come gli arresti domiciliari, l'affidamento ai servizi sociali o altre forme previste dall'ordinamento penitenziario.

Sul piano normativo, Salvini sostiene che la disciplina della legittima difesa debba essere aggiornata per adeguarla alle situazioni nelle quali una vittima si trova improvvisamente esposta a un'aggressione armata e non può essere chiamata a valutare con lucidità la proporzionalità della propria reazione.


Fratelli d'Italia punta sul nodo dei risarcimenti

Diversa la strategia di Fratelli d'Italia.

Il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni non propone modifiche alla disciplina penale della legittima difesa, ma rilancia un disegno di legge presentato già nel 2025 dal senatore Raffaele Speranzon.

La proposta interviene sull'articolo 2044 del Codice civile e riguarda esclusivamente il risarcimento dei danni.

L'obiettivo è impedire o ridurre significativamente i risarcimenti nei confronti di chi, durante la commissione di un reato violento, subisca danni a seguito della reazione della vittima.

Nei casi di eccesso colposo nella legittima difesa, il giudice potrebbe diminuire il risarcimento oppure escluderlo del tutto quando l'aggressore abbia agito con violenza grave o abbia minacciato l'uso di armi.

Secondo Fratelli d'Italia, la riforma eliminerebbe il paradosso giuridico di una vittima costretta a risarcire economicamente il proprio aggressore.

Il partito valuta diverse strade per accelerarne l'approvazione, tra cui un emendamento ai provvedimenti attualmente all'esame del Senato.


Futuro Nazionale rivendica le proprie proposte

Nel confronto interno al centrodestra interviene anche Futuro Nazionale, il partito guidato da Roberto Vannacci.

La formazione sostiene di aver già presentato, durante l'esame del decreto Sicurezza nell'aprile 2026, emendamenti finalizzati sia ad ampliare la legittima difesa sia a impedire qualsiasi risarcimento a favore di ladri e rapinatori o dei loro familiari.

Secondo Futuro Nazionale, quelle proposte furono respinte anche con il voto favorevole dei partiti oggi impegnati a rilanciare iniziative analoghe.

Per questo motivo il deputato Rossano Sasso ha chiesto un'informativa urgente del ministro della Giustizia Carlo Nordio, sostenendo che il caso Roggero abbia evidenziato profonde divisioni all'interno della maggioranza.

Il partito accusa Lega e Fratelli d'Italia di inseguire oggi posizioni che pochi mesi prima avevano contribuito a bocciare in Parlamento.


Forza Italia prende le distanze

La posizione più prudente è quella di Forza Italia.

Il sottosegretario alla Giustizia Paolo Sisto ha criticato il disegno di legge della Lega sia nel metodo sia nel merito.

Secondo l'esponente azzurro, una riforma di tale portata avrebbe richiesto un preventivo confronto tra le forze della maggioranza e rischierebbe, nella formulazione attuale, di generare nuove incertezze interpretative.

Sisto ha definito il testo «inaccettabile» così come è stato presentato.

Anche la presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi, ha ribadito che il partito non intende legiferare sull'onda dell'emotività suscitata dai fatti di cronaca.

Per gli azzurri eventuali modifiche alla disciplina della legittima difesa devono essere il risultato di un approfondito confronto tecnico e giuridico, senza compromettere l'equilibrio tra tutela delle vittime e principi dello Stato di diritto.


Una maggioranza unita sulla solidarietà, divisa sulle soluzioni

Il caso Roggero conferma come il tema della sicurezza rappresenti uno dei principali terreni di competizione politica all'interno del centrodestra.

Pur condividendo la solidarietà nei confronti del gioielliere, i partiti della coalizione propongono risposte profondamente diverse: la Lega punta a una revisione sostanziale della legittima difesa, Fratelli d'Italia preferisce intervenire sul piano civilistico dei risarcimenti, Futuro Nazionale rivendica una linea ancora più rigorosa già sostenuta in Parlamento, mentre Forza Italia continua a privilegiare un approccio improntato alla cautela legislativa.

Le prossime settimane chiariranno se il governo riuscirà a trovare una sintesi politica capace di tradursi in un testo condiviso oppure se il dossier sulla legittima difesa diventerà un nuovo terreno di confronto interno alla maggioranza.