Trump colpisce il Canada con nuovi dazi del 50% su 20 miliardi di dollari di importazioni


Washington annuncia nuovi dazi contro il Canada

L'amministrazione del presidente Donald Trump ha annunciato l'introduzione di dazi del 50% su un'ampia gamma di prodotti importati dal Canada, intensificando lo scontro commerciale tra i due principali partner economici nordamericani.

Le nuove tariffe entreranno in vigore il 19 agosto 2026 e interesseranno merci per un valore di circa 20 miliardi di dollari, pari a circa il 5,2% delle importazioni statunitensi provenienti dal Canada nel 2025.

Secondo la Casa Bianca, la misura è una risposta alle politiche commerciali ritenute discriminatorie adottate da Ottawa nei confronti di automobili, prodotti lattiero-caseari e bevande alcoliche statunitensi.


Per la prima volta utilizzata la Sezione 338 del Tariff Act del 1930

Per giustificare la nuova offensiva commerciale, Trump ha invocato la Sezione 338 del Tariff Act del 1930, una norma che consente al presidente degli Stati Uniti di imporre dazi punitivi fino al 50% contro Paesi accusati di discriminare le esportazioni americane.

Si tratta del primo utilizzo conosciuto di questa disposizione in quasi un secolo di storia.

La legge era stata introdotta durante la Grande Depressione con l'obiettivo di contrastare trattamenti tariffari discriminatori nei confronti delle merci statunitensi.


Quali prodotti saranno colpiti

I nuovi dazi interesseranno numerosi beni esportati dal Canada verso gli Stati Uniti, tra cui:

  1. vino;
  2. prodotti lattiero-caseari;
  3. cemento;
  4. mobili;
  5. piscine;
  6. canne da pesca;
  7. semi agricoli;
  8. abbigliamento;
  9. parrucche;
  10. bastoni da hockey;
  11. altri prodotti manifatturieri.

Restano invece esclusi alcuni comparti strategici, tra cui:

  1. energia;
  2. potassio;
  3. pesce;
  4. minerali critici;
  5. prodotti già soggetti ai dazi previsti dalla Sezione 232 per motivi di sicurezza nazionale.

Le accuse dell'amministrazione Trump

L'Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR) sostiene che il Canada continui ad adottare misure protezionistiche nei confronti delle imprese americane.

Secondo il rappresentante commerciale Jamieson Greer:

«Mentre gli Stati Uniti continuano a negoziare accordi commerciali equi e reciproci con i propri partner, il Canada continua a rispondere con ritorsioni contro gli sforzi americani per riequilibrare il commercio e proteggere i settori strategici.»

Washington critica in particolare:

  1. il sistema canadese di gestione delle quote nel settore lattiero-caseario;
  2. le tariffe e le quote applicate alle automobili americane;
  3. il blocco della vendita di bevande alcoliche statunitensi in numerose province canadesi.

Secondo la Casa Bianca, nell'ultimo anno le esportazioni americane verso il Canada sono diminuite del 22% nel settore automobilistico e addirittura dell'81% per le bevande alcoliche.


La risposta di Mark Carney

Il primo ministro canadese Mark Carney ha respinto le accuse americane, sostenendo che Ottawa abbia semplicemente reagito ai precedenti dazi imposti da Washington.

Secondo Carney:

«Questa disputa commerciale ha aumentato i costi per le famiglie, soprattutto negli Stati Uniti.»

Il premier ha ribadito che il Canada resta disponibile a negoziare una soluzione condivisa per risolvere le controversie commerciali nell'interesse reciproco dei due Paesi.

Ha inoltre sostenuto che molti dei precedenti dazi americani violano l'accordo commerciale nordamericano USMCA.


Lo scontro si estende anche agli incendi boschivi

La tensione tra Washington e Ottawa non riguarda soltanto il commercio.

Durante l'incontro tra Trump e Carney avvenuto domenica in occasione della finale dei Mondiali FIFA nel New Jersey, il presidente americano ha chiesto al Canada di intervenire con maggiore efficacia contro gli incendi boschivi che stanno provocando enormi quantità di fumo dirette verso numerosi Stati americani.

Nei giorni scorsi Trump aveva minacciato di includere anche i costi sostenuti dagli Stati Uniti per affrontare l'inquinamento atmosferico provocato dagli incendi canadesi nel calcolo delle future misure tariffarie.


Gli esperti: una decisione senza precedenti

Secondo John Veroneau, ex funzionario commerciale dell'amministrazione George W. Bush ed esperto della normativa, nessun presidente americano aveva mai utilizzato prima la Sezione 338.

L'esperto giudica la decisione particolarmente controversa.

A suo avviso è infatti paradossale utilizzare una norma nata per combattere le discriminazioni tariffarie al fine di rispondere a dazi introdotti come reazione alle precedenti misure americane.

Secondo Veroneau, pur essendo probabilmente legittima dal punto di vista giuridico, la decisione contraddice lo spirito originario della legge.


Rischio di una nuova escalation commerciale

L'annuncio rappresenta un'ulteriore escalation nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Canada, già aggravata dalle tensioni sull'industria automobilistica, sul settore agricolo e sulle esportazioni energetiche.

L'introduzione dei nuovi dazi potrebbe avere effetti significativi sulle catene di approvvigionamento nordamericane, aumentare i costi per imprese e consumatori e complicare ulteriormente i negoziati per la revisione dell'accordo commerciale USMCA.

Con l'entrata in vigore prevista per il 19 agosto, le prossime settimane saranno decisive per capire se le due amministrazioni riusciranno a trovare un compromesso oppure se il confronto commerciale continuerà ad intensificarsi.