Forza Italia corregge il ddl Caccia, il M5S prepara l'ostruzionismo: depositato un milione di emendamenti

Gli azzurri chiedono modifiche sostanziali alla riforma sostenuta da Fratelli d'Italia e Lega. Il Movimento 5 Stelle lancia una maxi offensiva parlamentare con un milione di emendamenti, mentre cresce l'attenzione del Quirinale e della Commissione europea


La maggioranza si divide sul ddl Caccia

La riforma della legge sulla caccia, fortemente sostenuta da Fratelli d'Italia e Lega, continua a provocare tensioni all'interno della maggioranza di governo. Durante l'esame del provvedimento alla Camera, Forza Italia ha presentato una serie di modifiche che intervengono proprio sui punti più contestati del testo approvato dal Senato.

La scelta degli azzurri evidenzia un approccio più prudente rispetto agli alleati e conferma l'esistenza di sensibilità differenti all'interno del centrodestra su un tema che coinvolge tutela ambientale, attività venatoria e mondo agricolo.


Quattordici emendamenti per limitare la riforma

Le deputate Deborah Bergamini e Rita Dalla Chiesa sono le prime firmatarie di quattordici emendamenti destinati a modificare il disegno di legge.

Tra gli interventi proposti figura l'estensione delle aree nelle quali la caccia dovrebbe rimanere vietata, includendo esplicitamente anche spiagge e lidi balneari tra i luoghi esclusi dall'attività venatoria.

L'obiettivo dichiarato è rafforzare la tutela della sicurezza pubblica e limitare l'esercizio della caccia nelle aree maggiormente frequentate dai cittadini.


Sanzioni più severe per chi viola i divieti

Forza Italia propone inoltre di reintrodurre un sistema sanzionatorio più severo nei confronti di chi esercita la caccia in aree protette.

Gli emendamenti chiedono infatti il ripristino della doppia sanzione, con arresto fino a sei mesi e ammenda, per chi caccia all'interno di parchi nazionali e regionali, giardini urbani e terreni destinati ad attività sportive.

Secondo gli azzurri, il rafforzamento delle pene rappresenterebbe un deterrente più efficace contro le violazioni.


Modifiche al calendario venatorio

Un altro capitolo riguarda il periodo durante il quale sarà consentita l'attività venatoria.

Forza Italia propone che ogni eventuale proroga della stagione di caccia non possa superare il primo febbraio, restringendo così le possibilità previste dal testo approvato dal Senato.

Contestualmente viene chiesta l'eliminazione della possibilità di estendere ulteriormente la stagione nelle aziende faunistico-venatorie.


Stop ai richiami vivi e limiti ai visori notturni

Tra le modifiche più significative figura anche la richiesta di eliminare dal disegno di legge l'utilizzo dei richiami vivi, cioè degli uccelli allevati in cattività impiegati per attirare gli esemplari selvatici durante la caccia.

Gli azzurri propongono inoltre che i visori notturni possano essere utilizzati esclusivamente nell'ambito degli interventi di controllo selettivo dei cinghiali, limitandone quindi l'impiego rispetto alla versione attuale della riforma.


Meno specie cacciabili

Le modifiche intervengono anche sull'elenco delle specie oggetto di attività venatoria.

Forza Italia propone infatti di escludere l'allodola e l'oca selvatica tra gli animali cacciabili e di impedire che il piccione di città possa essere inserito tra le specie sottoposte a interventi di prelievo.

Si tratta di cambiamenti che ridurrebbero il numero delle specie interessate dalle nuove norme.


Il Movimento 5 Stelle punta sull'ostruzionismo

Sul fronte dell'opposizione, il Movimento 5 Stelle ha annunciato una strategia parlamentare senza precedenti.

I deputati pentastellati hanno comunicato il deposito di un milione di emendamenti al provvedimento, realizzati in collaborazione con numerose associazioni ambientaliste e animaliste, tra cui Lipu, WWF Italia, ENPA e LAV.

L'iniziativa punta a rallentare in modo significativo l'iter parlamentare della riforma, giudicata dal M5S pericolosa per la biodiversità, la fauna selvatica e gli equilibri ambientali.


Slitta l'approvazione della legge

Il crescente numero di emendamenti e le divisioni emerse nella stessa maggioranza rendono sempre più improbabile l'approvazione definitiva del ddl Caccia prima della pausa estiva.

Nel frattempo il provvedimento continua a essere seguito con attenzione anche dal Quirinale e dalla Commissione europea, che stanno valutando la compatibilità delle nuove disposizioni con la normativa comunitaria, in particolare con le direttive Habitat e Uccelli.

Pur ribadendo la necessità di aggiornare la legge del 1992 e di fornire nuovi strumenti per contenere la proliferazione della fauna selvatica e i danni all'agricoltura, il centrodestra appare oggi meno compatto rispetto a quanto emerso durante il passaggio della riforma al Senato.