Il Giappone punta sui capitali nazionali: Takaichi vuole rafforzare gli investimenti interni del fondo pensione GPIF

La premier giapponese annuncia nuove misure per incentivare famiglie e fondo pensione pubblico a investire nei mercati nazionali. L'obiettivo è sostenere la crescita economica, rafforzare lo yen e ridurre la dipendenza dagli investimenti esteri


Takaichi rilancia la strategia per rafforzare gli investimenti nazionali

Il governo giapponese vuole incentivare una maggiore quota di investimenti nei mercati finanziari domestici da parte delle famiglie e del Government Pension Investment Fund (GPIF), il più grande fondo pensione pubblico del mondo.

L'annuncio è arrivato dalla premier Sanae Takaichi durante un intervento in Parlamento, nel quale ha delineato una strategia destinata a sostenere la crescita dell'economia nazionale attraverso un maggiore utilizzo del risparmio interno.

Secondo la leader giapponese, il ritorno di un contesto caratterizzato da tassi d'interesse positivi e da mercati azionari più solidi rappresenta un'opportunità da sfruttare per favorire lo sviluppo del Paese.


Il GPIF resta al centro della strategia economica

Con un patrimonio di circa 293.600 miliardi di yen (oltre 1.800 miliardi di dollari) alla fine di marzo, il Government Pension Investment Fund rappresenta uno degli investitori istituzionali più influenti al mondo.

Qualsiasi modifica nella sua politica di allocazione degli investimenti è in grado di produrre effetti non soltanto sull'economia giapponese, ma anche sui mercati finanziari internazionali.

Takaichi ha però ribadito che, secondo la normativa vigente, il fondo deve continuare a operare esclusivamente nell'interesse dei pensionati, mantenendo una prospettiva di lungo periodo e valutando attentamente l'impatto delle proprie decisioni sui mercati e sull'economia privata.


Più investimenti in Giappone per sostenere la crescita

La premier ha spiegato che il governo intende promuovere misure capaci di incoraggiare famiglie e investitori istituzionali ad aumentare gli investimenti negli asset finanziari giapponesi.

L'obiettivo è fare in modo che la popolazione possa beneficiare direttamente della crescita economica del Paese, favorendo una maggiore partecipazione dei risparmiatori allo sviluppo delle imprese nazionali.

Secondo Takaichi, il ritorno di condizioni economiche più favorevoli rende questo il momento giusto per rafforzare il mercato interno dei capitali.


Lo yen si rafforza dopo le dichiarazioni della premier

Le parole della premier hanno avuto un effetto immediato sui mercati valutari.

Lo yen si è apprezzato fino a quota 162,13 contro il dollaro, grazie alle aspettative degli investitori che il GPIF possa aumentare gradualmente la quota di investimenti destinata agli asset domestici.

Gli operatori ritengono infatti che un maggiore orientamento verso il mercato interno possa ridurre la pressione esercitata dalla vendita di attività denominate in yen.


Il governo vuole contrastare la debolezza della valuta

Da mesi il Giappone è impegnato nella difficile gestione di uno yen particolarmente debole, situazione che aumenta il costo delle importazioni e pesa sull'inflazione.

Parallelamente, il mercato dei titoli di Stato è stato interessato da vendite legate ai timori che gli ambiziosi programmi di spesa del governo possano aggravare ulteriormente l'elevato debito pubblico del Paese.

Per questo motivo l'esecutivo considera strategico rafforzare la domanda di attività finanziarie domestiche.


Nessuna rivoluzione immediata nella strategia del fondo

Nonostante le dichiarazioni della premier e quelle del ministro delle Finanze Satsuki Katayama, che nei giorni scorsi aveva auspicato un aumento "sostanziale" degli investimenti nazionali del fondo pensione, non sono previsti cambiamenti immediati nell'asset allocation del GPIF.

Secondo fonti vicine al governo, il fondo manterrà l'attuale ripartizione, che prevede quote pressoché equivalenti tra azioni giapponesi, azioni estere, obbligazioni giapponesi e obbligazioni straniere.

L'eventuale incremento degli investimenti domestici dovrebbe quindi avvenire sfruttando i margini di flessibilità già previsti dalle linee guida esistenti, senza modificare formalmente la struttura del portafoglio.