Il Canada difende il ponte con gli USA: Carney congela la condivisione dei pedaggi fino al rimborso dei costi

Il primo ministro canadese smentisce le indiscrezioni su concessioni agli Stati Uniti e chiarisce che Ottawa incasserà tutti i ricavi del Gordie Howe International Bridge fino al completo recupero dell'investimento. Sullo sfondo restano le tensioni commerciali con Washington e lo scontro sugli incendi boschivi


Ottawa ribadisce i termini dell'accordo

Il governo canadese non condividerà con gli Stati Uniti i ricavi dei pedaggi del nuovo Gordie Howe International Bridge fino a quando non avrà recuperato integralmente i 4,7 miliardi di dollari investiti nella realizzazione dell'infrastruttura. Lo ha chiarito il primo ministro Mark Carney, smentendo le ricostruzioni secondo cui Ottawa avrebbe accettato importanti concessioni a favore dell'amministrazione del presidente Donald Trump.

Il ponte, che collegherà Windsor, in Ontario, con Detroit, nel Michigan, entrerà in funzione il 27 luglio dopo diversi rinvii e rappresenta una delle infrastrutture strategiche più importanti per il commercio tra Canada e Stati Uniti.

Carney respinge le accuse di aver ceduto a Trump

Nei giorni scorsi Donald Trump aveva dichiarato di aver ottenuto "un accordo molto migliore" per gli Stati Uniti in vista dell'apertura del ponte, alimentando le critiche dell'opposizione canadese, secondo cui il governo avrebbe fatto marcia indietro durante le trattative con Washington.

Carney ha però precisato che l'intesa firmata con lo Stato del Michigan nel 2012 non è stata modificata e continua a prevedere che il Canada incassi l'intero ammontare dei pedaggi fino al recupero completo dell'investimento sostenuto per la costruzione dell'opera.

Secondo il premier, solo successivamente potrà essere avviata una ripartizione degli utili tra i due Paesi.

La condivisione dei ricavi arriverà solo dopo il rimborso del debito

Il primo ministro ha spiegato che qualsiasi forma di condivisione dei pedaggi scatterà esclusivamente dopo l'estinzione del debito contratto per finanziare il progetto.

Una volta recuperati i costi, Canada e Stati Uniti divideranno i ricavi netti per i primi quindici anni, ma solo dopo aver coperto tutte le spese operative, comprese manutenzione ordinaria, sicurezza e sgombero della neve.

Carney ha inoltre sottolineato che nei primi anni di attività i profitti saranno probabilmente limitati, motivo per cui l'impatto economico della futura ripartizione sarà contenuto.

Restano riservati i dettagli dell'intesa

L'accordo definitivo tra Ottawa e Washington non è stato reso pubblico.

Secondo indiscrezioni raccolte da Reuters, gli Stati Uniti riceverebbero il 50% degli utili netti derivanti dai pedaggi una volta terminata la fase di rimborso dell'investimento canadese. Le stesse fonti sostengono inoltre che Washington avrebbe ottenuto la possibilità di opporsi a eventuali aumenti delle tariffe superiori al 10% rispetto ai livelli attuali.

Il governo canadese non ha confermato questi dettagli.

Il ponte diventa un nuovo terreno di confronto politico

L'apertura del Gordie Howe International Bridge avviene mentre Canada e Stati Uniti stanno negoziando un aggiornamento del loro rapporto commerciale.

L'infrastruttura è destinata a rafforzare uno dei principali corridoi economici del Nord America, attraverso il quale transita una quota significativa degli scambi manifatturieri tra i due Paesi.

Proprio per questo motivo ogni aspetto della gestione economica del ponte assume anche un forte valore politico.

Nuove tensioni sugli incendi boschivi

Nel frattempo il confronto tra Ottawa e Washington si è esteso anche alla gestione degli incendi che stanno interessando il Canada.

Diversi parlamentari repubblicani del Michigan hanno accusato il governo canadese di aver investito troppo poco nella prevenzione degli incendi e nella gestione delle foreste, dopo che il fumo dei vasti roghi ha raggiunto numerosi Stati americani.

Carney ha respinto le accuse, sostenendo che la lotta al cambiamento climatico richiede un impegno condiviso da parte di tutti i Paesi e invitando anche gli Stati Uniti ad aumentare gli sforzi per ridurre le emissioni responsabili dell'aumento delle temperature globali.

Un successo diplomatico secondo alcuni analisti

Secondo diversi osservatori, il compromesso raggiunto rappresenterebbe comunque un risultato favorevole per Ottawa.

L'analista Fen Hampson, della Carleton University, ritiene infatti che il Canada recupererà gran parte dell'investimento prima di iniziare la condivisione degli utili, lasciando una quota relativamente limitata da dividere con gli Stati Uniti.

L'opposizione conservatrice, invece, continua a chiedere la pubblicazione integrale dell'accordo, sostenendo che i cittadini abbiano il diritto di conoscere nel dettaglio gli impegni assunti dal governo nei confronti di Washington.