L'Iran amplia la propria strategia di deterrenza
L'Iran ha chiesto al movimento Houthi dello Yemen di essere pronto a chiudere lo stretto di Bab el-Mandeb, la porta d'accesso meridionale al Mar Rosso, nel caso in cui gli Stati Uniti decidano di colpire le infrastrutture elettriche della Repubblica Islamica.
Secondo tre fonti a conoscenza della vicenda, Teheran ha già trasmesso il messaggio ai propri alleati yemeniti nell'ambito di una strategia volta ad aumentare il costo economico di un'eventuale escalation militare americana.
Sebbene il governo iraniano non abbia confermato ufficialmente queste informazioni, la notizia suggerisce che Teheran stia preparando nuove leve di pressione oltre alla già avvenuta chiusura dello Stretto di Hormuz.
Gli Houthi sarebbero pronti ad attaccare il traffico marittimo
Una fonte vicina agli Houthi ha dichiarato che il gruppo ha completato i preparativi operativi per colpire le navi commerciali che transitano nel Mar Rosso.
Secondo la fonte, missili e droni sono già stati schierati nelle aree vicine allo stretto di Bab el-Mandeb, in particolare lungo le alture che dominano la costa occidentale dello Yemen.
Gli Houthi attenderebbero soltanto l'ordine definitivo per dare inizio alle operazioni contro il traffico navale internazionale.
Le decisioni operative, sempre secondo la stessa fonte, sarebbero coordinate con membri dei Guardiani della Rivoluzione iraniana (IRGC) già presenti nello Yemen.
Un secondo collo di bottiglia energetico mondiale a rischio
Lo stretto di Bab el-Mandeb rappresenta uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo, collegando il Mar Rosso al Golfo di Aden e all'Oceano Indiano.
Dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran, l'Arabia Saudita ha deviato una parte significativa delle proprie esportazioni petrolifere attraverso oleodotti diretti al porto di Yanbu, sul Mar Rosso.
Di conseguenza, circa il 7% delle forniture energetiche mondiali transita oggi attraverso questa rotta.
Se sia Hormuz sia Bab el-Mandeb venissero contemporaneamente bloccati, le due principali vie di esportazione del petrolio mediorientale risulterebbero compromesse, con conseguenze potenzialmente devastanti per i mercati energetici globali.
L'Arabia Saudita prende sul serio la minaccia
Fonti regionali riferiscono che Riyad considera credibile la minaccia iraniana.
Secondo tali fonti, l'Arabia Saudita ritiene che gli Houthi stiano ormai coordinando le proprie attività con Teheran in maniera molto più stretta rispetto al passato e teme che eventuali attacchi alle infrastrutture del Mar Rosso possano compromettere una quota significativa delle esportazioni petrolifere saudite.
Le tensioni regionali sono già aumentate dopo che gli Houthi hanno lanciato missili contro l'Arabia Saudita accusando il Regno di aver bombardato un aeroporto sotto il loro controllo, interrompendo così una tregua durata quattro anni.
I rischi per il commercio mondiale
Il Mar Rosso aveva già subito pesanti ripercussioni durante gli attacchi Houthi collegati al conflitto di Gaza.
In quell'occasione molte compagnie di navigazione internazionali avevano scelto di deviare le proprie rotte circumnavigando l'Africa attraverso il Capo di Buona Speranza, con un forte aumento dei tempi di percorrenza e dei costi di trasporto.
Gli analisti ritengono che una nuova ondata di attacchi costringerebbe ancora una volta il traffico marittimo a percorsi alternativi, aggravando ulteriormente le tensioni sulle catene di approvvigionamento mondiali.
Teheran punta ad aumentare il costo dell'escalation
Secondo fonti regionali, l'obiettivo dell'Iran non sarebbe necessariamente quello di bloccare permanentemente il Bab el-Mandeb, quanto piuttosto convincere Washington che un'ulteriore escalation militare comporterebbe costi economici enormi per l'intera economia mondiale.
Minacciando contemporaneamente lo Stretto di Hormuz e il Bab el-Mandeb, Teheran mira ad aumentare l'incertezza nei mercati energetici e a rafforzare la propria posizione negoziale mantenendo aperte ulteriori opzioni militari.
Una delle fonti ha osservato che interrompere il traffico in uno stretto così ristretto non richiede armamenti sofisticati: anche attacchi relativamente semplici sarebbero sufficienti a compromettere seriamente la navigazione commerciale.
L'«Asse della Resistenza»
L'Iran continua a considerare gli Houthi una componente fondamentale del cosiddetto «Asse della Resistenza», insieme a Hezbollah in Libano e a diverse milizie sciite irachene.
Sebbene il movimento yemenita non sia ancora entrato ufficialmente nel conflitto regionale, gli Stati Uniti sostengono da tempo che Teheran fornisca agli Houthi armi, finanziamenti e addestramento militare, anche attraverso reti collegate a Hezbollah.
L'Iran ha sempre respinto tali accuse.