Così l’emendamento cambia gli equilibri del centrosinistra: Renzi torna al centro del gioco politico

La nuova norma sul “miglior perdente” ridisegna la strategia del campo largo: Italia Viva diventa il passaggio quasi obbligato per federare le forze centriste, mentre il progetto alternativo promosso da Alessandro Onorato rischia di perdere forza


Un emendamento che cambia la partita

Tra le modifiche approvate nell'ambito della nuova legge elettorale, una delle più rilevanti sul piano politico riguarda il meccanismo con cui vengono conteggiati i voti delle liste minori all'interno delle coalizioni.

L'emendamento presentato dal deputato di Forza Italia Paolo Emilio Russo stabilisce infatti che, nel calcolo della soglia del 42% necessaria per ottenere il premio di maggioranza, non saranno più conteggiati i voti delle liste che non raggiungono il 3%, fatta eccezione per una sola formazione: quella che, pur restando sotto la soglia, risulterà la più votata tra le escluse, il cosiddetto "miglior perdente".

Si tratta di una modifica tecnica che potrebbe avere conseguenze politiche molto più ampie di quanto appaia.

Stop alla proliferazione delle liste minori

L'obiettivo dichiarato dell'emendamento è quello di scoraggiare la nascita di numerose liste civetta create esclusivamente per portare voti alla coalizione.

Con il sistema precedente, anche le liste comprese tra l'1% e il 3% contribuivano al raggiungimento del premio di maggioranza pur non ottenendo seggi parlamentari. Ciò incentivava la creazione di piccoli soggetti politici territoriali o tematici, utili esclusivamente ad aumentare il consenso complessivo della coalizione.

La nuova norma elimina questo vantaggio.

Adesso soltanto la lista sotto il 3% che ottiene il miglior risultato continua a contribuire al calcolo della soglia. Tutte le altre diventano, di fatto, irrilevanti ai fini del premio di maggioranza.

Il vantaggio per il centrodestra

Nel centrodestra la modifica sembra rafforzare soprattutto Noi Moderati, considerata la forza più accreditata a conquistare il ruolo di "miglior perdente".

Per questo motivo la norma è stata soprannominata da alcuni parlamentari "salva Lupi", in riferimento al leader Maurizio Lupi.

Pur non garantendo automaticamente il risultato, il nuovo sistema rende molto meno conveniente la nascita di altre liste centriste concorrenti all'interno della coalizione.

Nel centrosinistra cambia tutto

L'effetto più significativo, tuttavia, riguarda il campo largo.

Negli ultimi mesi una parte del centrosinistra stava lavorando alla costruzione di una nuova area civica guidata da Alessandro Onorato, assessore romano al Turismo, Sport e Grandi Eventi, attraverso il progetto Progetto Civico Italia.

L'iniziativa era sostenuta da amministratori locali ed era guardata con interesse da settori vicini a Giuseppe Conte e Goffredo Bettini, con l'obiettivo di costruire uno spazio centrista alternativo a Matteo Renzi.

Il piano originario

Con la normativa precedente il progetto appariva sostenibile.

Italia Viva e Progetto Civico Italia avrebbero potuto presentarsi separatamente.

Anche qualora entrambe le liste fossero rimaste sotto il 3%, i loro voti avrebbero comunque contribuito al raggiungimento della soglia del 42% necessaria per il premio di maggioranza.

In questo scenario il centrosinistra avrebbe potuto beneficiare del consenso di entrambe le formazioni senza costringerle a un accordo preventivo.

L'effetto del nuovo sistema

L'emendamento modifica radicalmente questa prospettiva.

Se due liste centriste corrono separate e nessuna supera il 3%, soltanto quella meglio piazzata vedrà i propri voti conteggiati per il premio di maggioranza.

I voti raccolti dalla seconda lista verrebbero invece completamente esclusi dal calcolo.

Di conseguenza, presentare più liste centriste potrebbe trasformarsi in un danno per l'intera coalizione.

Renzi torna decisivo

È proprio questo effetto che riporta Matteo Renzi al centro della partita politica.

Italia Viva diventa infatti il contenitore più competitivo attorno al quale potrebbero essere costretti a convergere gli altri soggetti moderati del centrosinistra.

Inoltre il partito di Renzi gode di un ulteriore vantaggio tecnico.

Essendo già presente con un gruppo parlamentare costituito entro il termine previsto dalla legge, Italia Viva è esentata dalla raccolta delle firme necessarie per presentare le liste alle elezioni.

Una facilitazione di cui, invece, non dispongono altri progetti politici centristi.

Le possibili soluzioni

A questo punto il campo largo potrebbe trovarsi davanti a due strade.

La prima consiste nella costruzione di una federazione centrista che riunisca Italia Viva, Progetto Civico Italia, Più Europa e altre realtà moderate sotto un'unica lista.

La seconda sarebbe quella di far confluire i candidati civici direttamente nelle liste del Partito Democratico, rinunciando però a un'autonoma rappresentanza politica.

Entrambe le opzioni richiederebbero inevitabilmente un confronto con Matteo Renzi.

Un equilibrio completamente ridisegnato

Paradossalmente, una norma nata per limitare la frammentazione delle liste e rafforzare la governabilità potrebbe aver prodotto un effetto politico inatteso.

L'emendamento che punta a scoraggiare la moltiplicazione dei piccoli partiti rende infatti molto più difficile la costruzione di progetti centristi alternativi a Italia Viva.

Di conseguenza, Matteo Renzi torna ad assumere un ruolo centrale negli equilibri del centrosinistra, diventando uno degli interlocutori quasi obbligati per chi intenda costruire una coalizione competitiva in vista delle prossime elezioni.