La Camera dei deputati ha approvato in prima lettura la riforma della legge elettorale destinata a sostituire il Rosatellum. Il testo, che ora passa all'esame del Senato, rappresenta uno dei cambiamenti più significativi degli ultimi anni nel sistema di voto italiano. L'obiettivo dichiarato dalla maggioranza è garantire una maggiore stabilità di governo attraverso un sistema proporzionale corretto da un premio di governabilità, mantenendo al tempo stesso alcune soglie di accesso già previste dalla normativa vigente.
L'approvazione arriva dopo un dibattito particolarmente acceso, segnato dalla bocciatura dell'emendamento sulle preferenze, che avrebbe consentito agli elettori di scegliere direttamente i candidati. Con il voto della Camera restano invece le liste bloccate predisposte dai partiti.
Addio al Rosatellum e ai collegi uninominali
La riforma archivia il sistema misto introdotto nel 2017. Scompare infatti, nella quasi totalità del territorio nazionale, il meccanismo dei collegi uninominali, nei quali veniva eletto il candidato che otteneva anche un solo voto in più degli avversari.
I seggi saranno assegnati prevalentemente con un sistema proporzionale all'interno dei collegi plurinominali. Restano invece in vigore le discipline speciali previste per la Valle d'Aosta e il Trentino-Alto Adige, dove continueranno ad applicarsi regole differenti per ragioni di rappresentanza territoriale.
Secondo i promotori della riforma, il nuovo modello dovrebbe garantire una rappresentanza più proporzionata ai voti ottenuti dalle forze politiche, riducendo gli effetti distorsivi prodotti dai collegi uninominali.
Il premio di governabilità
La principale innovazione della legge è rappresentata dal premio di governabilità, pensato per assicurare una maggioranza parlamentare stabile senza alterare eccessivamente il principio proporzionale.
Per ottenere il premio una lista o una coalizione dovrà rispettare contemporaneamente due condizioni:
- risultare la forza politica più votata sia alla Camera sia al Senato;
- raggiungere almeno il 42% dei voti validi in entrambe le Camere.
Se anche una sola di queste condizioni non sarà soddisfatta, il premio non scatterà e tutti i seggi verranno distribuiti esclusivamente con il metodo proporzionale.
Il premio prevede fino a 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato, ma entro un limite massimo di rappresentanza: la coalizione vincente non potrà superare 220 deputati e 113 senatori, esclusi gli eletti nella circoscrizione Estero.
In pratica, una coalizione che ottenesse il 41,9% dei voti non riceverebbe alcun premio, così come una forza politica che superasse il 42% soltanto in una delle due Camere.
Come saranno assegnati i seggi del premio
I parlamentari attribuiti grazie al premio saranno eletti attraverso specifici listini circoscrizionali predisposti dalle liste o dalle coalizioni che aderiranno al meccanismo.
Nel caso delle coalizioni, il listino sarà comune ai partiti alleati. Inoltre, ogni candidato inserito nel listino dovrà presentarsi anche in almeno un collegio plurinominale della stessa circoscrizione, evitando così candidature esclusivamente riservate al premio.
Restano le liste bloccate
Uno dei temi più discussi durante l'esame parlamentare riguardava il ritorno delle preferenze.
L'emendamento che avrebbe introdotto il voto di preferenza è stato respinto e, di conseguenza, gli elettori continueranno a votare soltanto il simbolo del partito senza poter scegliere il singolo candidato.
L'ordine di elezione dei parlamentari continuerà quindi a essere determinato dall'ordine con cui i candidati vengono inseriti nelle liste dai partiti.
Come cambia la scheda elettorale
La nuova scheda sarà sensibilmente diversa rispetto a quella del Rosatellum.
Fuori dalle regioni a statuto speciale non comparirà più il nome del candidato del collegio uninominale. Accanto ai simboli dei partiti saranno indicati i candidati della lista plurinominale nell'ordine stabilito dalla forza politica.
Sarà inoltre presente il riquadro dedicato al listino collegato al premio di governabilità.
L'elettore disporrà di un solo voto, che sarà attribuito sia alla lista scelta sia al relativo listino del premio.
Rimangono le soglie di sbarramento
La riforma conferma le principali soglie già previste dall'attuale normativa.
Una lista dovrà ottenere almeno il 3% dei voti nazionali per partecipare alla distribuzione dei seggi, mentre una coalizione dovrà raggiungere almeno il 10%.
Viene però introdotto un nuovo meccanismo di "ripescaggio": all'interno di ciascuna coalizione sarà ammessa alla ripartizione dei seggi anche la lista più votata tra quelle rimaste sotto il 3%.
Il nome del candidato premier
Le coalizioni dovranno indicare il nome della persona proposta come presidente del Consiglio insieme al programma elettorale.
Tuttavia il candidato premier non sarà eletto direttamente dagli elettori e il suo nome non comparirà sulla scheda elettorale.
Rimangono infatti ferme le prerogative del Presidente della Repubblica nella nomina del capo del Governo e il principio costituzionale dell'assenza di vincolo di mandato per i parlamentari.
Le eccezioni per Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige
La riforma mantiene le specificità delle due regioni.
La Valle d'Aosta continuerà a eleggere il proprio rappresentante attraverso un unico collegio uninominale.
In Trentino-Alto Adige resteranno invece i sei collegi uninominali, mentre i seggi residui saranno assegnati con metodo proporzionale.
Cambiano le regole per la raccolta firme
Per la prima tornata elettorale successiva all'entrata in vigore della riforma saranno esentati dalla raccolta firme i partiti che al 31 dicembre 2025 risultavano costituiti in gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere.
Tra le forze già presenti in Parlamento, dovranno invece raccogliere le firme +Europa e Futuro Nazionale.
Arriva il voto stabile per i fuorisede
Una delle innovazioni più rilevanti riguarda gli elettori temporaneamente domiciliati in una regione diversa da quella di residenza.
Studenti, lavoratori e cittadini sottoposti a cure mediche potranno votare nel comune di domicilio senza dover rientrare nel comune di iscrizione elettorale.
Per studenti e lavoratori sarà richiesto un periodo minimo di permanenza di nove mesi, mentre per chi si trova fuori sede per motivi sanitari saranno sufficienti almeno tre mesi di assistenza o terapia.
La domanda potrà essere presentata anche online e il comune di domicilio assegnerà un seggio dedicato.
La disciplina sarà valida non solo per le elezioni politiche, ma anche per le elezioni europee e per i referendum.
Nuove regole per gli italiani residenti all'estero
La riforma modifica anche la circoscrizione Estero.
Per la Camera le quattro attuali ripartizioni vengono ridotte a due macroaree: Europa e resto del mondo.
Per il Senato, invece, tutta la circoscrizione Estero diventa un unico collegio elettorale.
Contestualmente vengono rafforzati i controlli sul voto per corrispondenza attraverso nuovi codici identificativi e procedure più rigorose nella spedizione e nella raccolta delle schede.
Il percorso parlamentare non è concluso
L'approvazione della Camera rappresenta soltanto il primo passaggio dell'iter legislativo.
Il testo dovrà ora essere esaminato dal Senato, che potrà confermarlo oppure modificarlo. Solo dopo il via libera definitivo di entrambe le Camere la nuova legge elettorale entrerà in vigore e diventerà il sistema con cui saranno eletti deputati e senatori nelle prossime elezioni politiche.