L'amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, difende la decisione di sospendere la programmazione estiva delle repliche di Report, il programma d'inchiesta condotto da Sigfrido Ranucci su Rai 3. Intervenendo nel corso di AdnTalks, il manager ha spiegato che la scelta non rappresenta una censura né una cancellazione della trasmissione, ma una misura di prudenza finalizzata a preservare uno dei marchi editoriali più importanti del servizio pubblico.
Le sue dichiarazioni arrivano dopo giorni di polemiche politiche e mediatiche che hanno riacceso il confronto sul pluralismo dell'informazione all'interno della Rai.
Rossi: «Non abbiamo cancellato Report»
L'amministratore delegato ha voluto chiarire che la decisione riguarda esclusivamente la programmazione delle repliche estive e non le future edizioni del programma.
«Non abbiamo cancellato delle nuove puntate, abbiamo cancellato repliche che sono comunque visibili su RaiPlay. È stata una forma di cautela del brand dell'azienda», ha dichiarato.
Secondo Rossi, la disponibilità delle puntate sulla piattaforma digitale della Rai consente comunque agli spettatori di accedere ai contenuti della trasmissione, senza che venga meno il patrimonio informativo costruito negli anni da Report.
L'obiettivo, ha spiegato, sarebbe quello di proteggere il valore editoriale del programma, considerato uno dei prodotti di punta del servizio pubblico.
La polemica sulle repliche
La sospensione delle repliche aveva suscitato forti critiche da parte di esponenti dell'opposizione e di numerosi osservatori, che avevano interpretato la decisione come un possibile segnale di ridimensionamento nei confronti della trasmissione guidata da Sigfrido Ranucci.
Le dichiarazioni di Rossi puntano invece a ridimensionare il caso, sottolineando come non vi sia alcuna interruzione della produzione del programma né limitazioni alla sua diffusione attraverso RaiPlay.
La vicenda, tuttavia, continua ad alimentare il dibattito sul rapporto tra governance del servizio pubblico e autonomia dell'informazione.
Lo stallo della Commissione di Vigilanza Rai
Nel corso dell'incontro, Rossi ha affrontato anche la situazione della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, ferma dopo le dimissioni dei componenti indicati dalle opposizioni.
Secondo l'amministratore delegato, l'assenza della Commissione non impedisce il normale funzionamento dell'azienda.
«La Rai continua a lavorare attraverso le prerogative del consiglio di amministrazione e dei vertici, che sono pienamente operativi», ha spiegato.
Pur ribadendo la piena operatività dell'azienda, Rossi ha riconosciuto che il blocco della Commissione rappresenta comunque un elemento di criticità sul piano istituzionale.
La Vigilanza parlamentare, infatti, svolge un ruolo centrale nel controllo del pluralismo e dell'equilibrio dell'informazione del servizio pubblico. Per questo motivo, ha osservato il manager, la situazione attuale «crea uno scenario non tranquillo», pur senza incidere direttamente sulla gestione quotidiana della Rai.
Il commento sull'addio di Milo Infante
Rossi ha dedicato un passaggio anche alla recente uscita di Milo Infante dalla Rai, destinato a iniziare una nuova esperienza televisiva sulle reti Mediaset.
Pur ribadendo il rapporto personale di amicizia e stima nei confronti del giornalista, l'amministratore delegato ha espresso rammarico per alcune dichiarazioni rilasciate dall'ex conduttore nei confronti dell'azienda.
«Sono legato a Milo Infante da rapporti di stima e amicizia e gli auguro il massimo successo. Tuttavia sono rimasto spiacevolmente colpito dalle sue parole sulla Rai e sui colleghi. Quando si intraprende una nuova esperienza non si dovrebbe parlare male di un'azienda che ti ha tutelato», ha affermato.
Infine, con una battuta, Rossi ha commentato il titolo del nuovo programma che Infante condurrà su Rete 4.
«Fa un po' sorridere che Ore 14 diventi Ore 11, ma fa parte delle sfide del mercato televisivo.»
Un dibattito destinato a proseguire
Le parole dell'amministratore delegato arrivano in una fase particolarmente delicata per il servizio pubblico, tra il confronto politico sulla governance della Rai, il blocco della Commissione di Vigilanza e le polemiche sul pluralismo dell'informazione.
La vicenda delle repliche di Report rappresenta soltanto uno degli episodi che alimentano il dibattito sul futuro dell'azienda e sul ruolo dell'informazione d'inchiesta all'interno della televisione pubblica, in un contesto nel quale ogni scelta editoriale continua ad assumere anche un forte significato politico.