RFK Jr. rivoluziona la politica vaccinale Usa: il piano che divide la sanità americana

Documenti interni rivelano l'ambiziosa strategia del segretario alla Salute per ridurre le vaccinazioni pediatriche, riaprire il dibattito sull'autismo e riscrivere decenni di politiche sanitarie federali


L'amministrazione Trump si trova al centro di una delle più profonde trasformazioni della politica sanitaria statunitense degli ultimi decenni. Secondo un'approfondita inchiesta di Reuters, il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. avrebbe promosso una serie di iniziative volte a ridimensionare il sistema vaccinale americano, riaprendo questioni che la comunità scientifica considera da tempo definitivamente risolte.

Le testimonianze raccolte dall'agenzia di stampa, provenienti da sedici funzionari ed ex funzionari dell'amministrazione federale, descrivono un intenso lavoro interno per modificare le raccomandazioni vaccinali, finanziare nuove ricerche sul presunto legame tra vaccini e autismo e ridurre il calendario vaccinale destinato ai bambini.

L'obiettivo di cambiare decenni di politica sanitaria

Da quando è entrato in carica come segretario del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS), Kennedy avrebbe cercato di imprimere una svolta radicale alla politica vaccinale federale.

Tra le proposte più discusse figurava un piano da circa 5 miliardi di dollari destinato ai National Institutes of Health (NIH) per finanziare nuovi studi sul possibile collegamento tra vaccinazioni e autismo. L'idea sarebbe poi stata accantonata dopo il confronto con il direttore del NIH Jay Bhattacharya, che avrebbe evidenziato come fossero già in corso importanti programmi di ricerca sull'autismo e sulle sue cause.

Parallelamente, Kennedy avrebbe chiesto ai propri collaboratori di continuare a raccogliere dati e studi sulla sicurezza dei vaccini, mantenendo viva una linea politica che lo accompagna da oltre vent'anni.

Il controverso tema del legame tra vaccini e autismo

Uno degli aspetti più delicati dell'inchiesta riguarda la volontà del segretario di riaprire il dibattito sul rapporto tra vaccinazioni pediatriche e autismo.

La posizione di Kennedy si scontra con il consenso della comunità scientifica internazionale, che attraverso numerosi studi condotti negli ultimi due decenni ha escluso l'esistenza di un nesso causale tra i vaccini e lo sviluppo dei disturbi dello spettro autistico.

Organizzazioni come l'American Academy of Pediatrics e l'American Medical Association continuano infatti a sostenere che alimentare dubbi sulla sicurezza dei vaccini rischia di ridurre le coperture vaccinali e favorire il ritorno di malattie prevenibili.

Secondo Reuters, Kennedy avrebbe comunque incaricato alcuni collaboratori di approfondire ulteriormente il tema, cercando nuovi elementi da analizzare.

La riduzione del calendario vaccinale per i bambini

Tra le modifiche più significative già introdotte figura la revisione del calendario vaccinale raccomandato per l'infanzia.

L'amministrazione ha infatti eliminato dal programma federale alcune vaccinazioni raccomandate, restringendo il numero delle malattie per cui viene suggerita l'immunizzazione sistematica dei bambini.

Secondo le fonti citate da Reuters, nelle fasi iniziali Kennedy avrebbe addirittura valutato la possibilità di eliminare l'intero calendario vaccinale nazionale, lasciando ai singoli genitori e ai medici la decisione su quali vaccinazioni effettuare.

Questa ipotesi avrebbe però incontrato forti resistenze sia all'interno del Dipartimento della Salute sia alla Casa Bianca, portando infine a una soluzione meno radicale.

L'intervento della magistratura federale

Le modifiche introdotte dall'HHS non sono rimaste prive di conseguenze sul piano giudiziario.

Una corte federale ha infatti sospeso parte delle nuove disposizioni dopo il ricorso presentato dall'American Academy of Pediatrics e da altre organizzazioni mediche.

Il giudice ha contestato sia la procedura utilizzata per modificare il calendario vaccinale sia la ricostituzione del comitato consultivo sui vaccini, ritenendo irregolare la sostituzione dei precedenti membri nominata da Kennedy.

L'amministrazione ha già annunciato ricorso contro la decisione.

Una squadra ristretta guida la riforma

L'inchiesta Reuters descrive anche il ruolo centrale svolto da alcuni stretti collaboratori del segretario.

Tra questi emerge Stefanie Spear, storica collaboratrice di Kennedy sin dai tempi dell'associazione Children's Health Defense, che avrebbe assunto un peso rilevante nelle decisioni strategiche del Dipartimento pur non possedendo una formazione scientifica o medica.

Secondo diversi funzionari ascoltati da Reuters, numerosi progetti sarebbero stati sottoposti preventivamente alla sua approvazione.

Un altro nome ricorrente è quello dell'avvocato Aaron Siri, noto per le sue battaglie legali contro le autorità sanitarie statunitensi e per le cause intentate in materia di sicurezza vaccinale. Pur non ricoprendo incarichi ufficiali nel governo, Siri avrebbe partecipato a diverse discussioni riguardanti le future politiche vaccinali.

La risposta del Dipartimento della Salute

Il Dipartimento della Salute ha contestato parte della ricostruzione pubblicata da Reuters.

Una portavoce dell'HHS ha definito inesatti alcuni passaggi dell'inchiesta, negando in particolare l'esistenza di un piano volto ad abolire completamente il calendario vaccinale infantile.

L'amministrazione sostiene inoltre che le nuove iniziative puntino semplicemente ad approfondire le conoscenze sulla sicurezza e sull'efficacia dei vaccini attraverso ulteriori studi scientifici.

Un dibattito destinato a proseguire

Le iniziative promosse da Robert F. Kennedy Jr. rappresentano uno dei cambiamenti più significativi nella politica sanitaria americana degli ultimi decenni.

Da una parte, i sostenitori del movimento "Make America Healthy Again" vedono nelle nuove misure un'opportunità per aumentare la trasparenza e rivedere procedure considerate ormai consolidate. Dall'altra, gran parte della comunità scientifica teme che il continuo rilancio di teorie prive di conferme possa compromettere la fiducia dell'opinione pubblica nelle vaccinazioni, con possibili ripercussioni sulla salute collettiva.

Mentre il confronto politico e giudiziario continua, il futuro della politica vaccinale degli Stati Uniti resta uno dei dossier più delicati dell'amministrazione Trump.