Legge elettorale, la Lega rilancia il terzo mandato dei governatori: emendamento nella riforma. Futuro Nazionale contro l'alternanza di genere


La riforma della legge elettorale in discussione alla Camera diventa il terreno di un nuovo confronto all'interno della maggioranza. La Lega ha presentato un emendamento che punta a riaprire il dossier sul terzo mandato consecutivo per i presidenti di Regione, mentre Futuro Nazionale propone di modificare le norme sulla rappresentanza di genere nelle liste elettorali.

Entrambe le proposte sono state inserite tra gli emendamenti all'esame dell'Aula, alimentando nuove tensioni tra le forze del centrodestra.

La Lega punta sul terzo mandato

L'emendamento, presentato dal deputato leghista Massimiliano Panizzut, modifica uno dei principi fondamentali della normativa che disciplina le elezioni regionali.

La proposta interviene sull'articolo 2 della legge quadro del 2 luglio 2004, sostituendo semplicemente le parole "secondo mandato" con "terzo mandato".

Una modifica apparentemente minimale, ma destinata ad avere effetti rilevanti sull'assetto istituzionale delle Regioni.

Il testo ha già superato un primo esame di ammissibilità ed è stato inserito tra gli emendamenti segnalati per la votazione, anche se potrà essere sottoposto a un ulteriore vaglio procedurale prima dell'approdo definitivo in Aula.

Cosa cambierebbe

Se approvata, la norma consentirebbe alle Regioni di elevare da due a tre il numero massimo dei mandati consecutivi per il presidente della Giunta regionale.

La modifica non avrebbe però effetti automatici e immediati sugli attuali governatori.

L'emendamento stabilisce infatti che le nuove disposizioni si applicherebbero esclusivamente ai mandati successivi all'entrata in vigore delle leggi regionali di recepimento.

In pratica, sarebbe necessario un successivo intervento legislativo da parte delle singole Regioni per adeguare la propria normativa.

Un tema che divide il centrodestra

Il terzo mandato rappresenta da tempo uno dei principali temi di confronto all'interno della coalizione di governo.

La Lega sostiene da anni la possibilità di consentire ai presidenti di Regione più apprezzati dagli elettori di ricandidarsi per un ulteriore mandato consecutivo.

Su questo punto, tuttavia, Fratelli d'Italia ha finora mantenuto una posizione più prudente, contribuendo in passato a bloccare analoghe iniziative.

L'emendamento del Carroccio riporta quindi il tema al centro del dibattito parlamentare e costringerà nuovamente gli alleati a prendere posizione.

Futuro Nazionale interviene sulla rappresentanza di genere

Parallelamente, Futuro Nazionale ha presentato un emendamento destinato a modificare le regole sulla composizione delle liste elettorali.

La proposta, firmata tra gli altri da Laura Ravetto ed Edoardo Ziello, punta a eliminare l'obbligo dell'alternanza uomo-donna nell'ordine di presentazione dei candidati.

Secondo il testo, resterebbero comunque alcuni limiti per garantire una presenza equilibrata dei generi.

Le nuove regole proposte

L'emendamento di Futuro Nazionale prevede che:

  1. nessuno dei due generi possa superare il 65% dei candidati presenti in una lista;
  2. nelle liste con almeno tre candidati sia obbligatoria la presenza di almeno un uomo e una donna.

Una volta rispettati questi requisiti, l'ordine dei candidati sarebbe lasciato alla piena autonomia dei partiti politici.

In questo modo verrebbe eliminato l'attuale obbligo di alternare sistematicamente candidati uomini e donne nella sequenza della lista.

Lo scontro con Fratelli d'Italia

La proposta di Futuro Nazionale si contrappone direttamente all'emendamento presentato da Fratelli d'Italia, Noi Moderati e Udc.

Quel testo mantiene infatti l'alternanza obbligatoria di genere nelle liste composte da sette candidati.

Il modello proposto dalla maggioranza prevede:

  1. un capolista bloccato;
  2. sei candidati scelti con le preferenze;
  3. alternanza uomo-donna nell'ordine di presentazione dopo il capolista.

Secondo i sostenitori di questa impostazione, l'alternanza evita che i candidati appartenenti a uno dei due generi vengano sistematicamente collocati nelle posizioni meno favorevoli della lista.

Una riforma ancora aperta

La discussione in Aula si preannuncia quindi particolarmente delicata.

Da una parte la Lega prova a riaprire il confronto sul limite dei mandati per i governatori, uno dei temi più controversi degli ultimi anni.

Dall'altra Futuro Nazionale rilancia il dibattito sulle modalità con cui garantire l'equilibrio tra uomini e donne nelle candidature.

Entrambi gli emendamenti potrebbero incidere in modo significativo sulla riforma elettorale, ma il loro destino dipenderà dagli equilibri politici della maggioranza e dall'esito del confronto parlamentare.