Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che riduce drasticamente l'estensione di due dei più importanti monumenti nazionali degli Stati Uniti, riaprendo vaste aree dello Utah allo sfruttamento di risorse minerarie, petrolifere e del gas.
La decisione riguarda il Grand Staircase-Escalante National Monument e il Bears Ears National Monument, due aree protette considerate tra i paesaggi naturali e archeologici più importanti del Paese. Il provvedimento riaccende uno scontro politico e giudiziario che aveva già caratterizzato il primo mandato del presidente repubblicano.
Tagliata la superficie delle aree protette
L'ordine esecutivo riduce in maniera significativa l'estensione dei due monumenti.
Nel dettaglio:
- Grand Staircase-Escalante National Monument passa da circa 1,87 milioni di acri a 181.500 acri;
- Bears Ears National Monument viene ridotto da circa 1,36 milioni di acri a 121.100 acri.
La riduzione libera centinaia di migliaia di ettari che potrebbero ora essere destinati a nuove attività di esplorazione e sfruttamento di minerali strategici, petrolio e gas naturale.
L'obiettivo: aumentare lo sfruttamento delle risorse
L'amministrazione Trump sostiene che il provvedimento consentirà una migliore valorizzazione economica del territorio e favorirà lo sviluppo energetico degli Stati Uniti.
Il presidente ha annunciato la misura alla Casa Bianca insieme al governatore dello Utah Spencer Cox e ai senatori repubblicani Mike Lee e John Curtis, sottolineando come la decisione rappresenti un intervento importante per l'economia dello Stato e dell'intero Paese.
L'iniziativa si inserisce nella più ampia strategia dell'amministrazione volta ad aumentare la produzione interna di energia e materie prime considerate strategiche.
Una battaglia che si ripete
Non è la prima volta che Trump interviene sui due monumenti.
Già nel 2017, durante il suo primo mandato, aveva ridotto in modo analogo le aree protette.
Quella decisione era stata successivamente annullata dal presidente Joe Biden, che aveva ripristinato integralmente i confini originari dei due monumenti nazionali.
Il nuovo ordine esecutivo riporta quindi la questione al centro del confronto politico e giudiziario negli Stati Uniti.
Ambientalisti pronti al ricorso
Le principali organizzazioni ambientaliste hanno reagito duramente al provvedimento.
Secondo Scott Braden, direttore esecutivo della Southern Utah Wilderness Alliance, la riduzione delle aree protette rischia di compromettere ecosistemi di grande valore naturalistico e paesaggi unici al mondo.
L'associazione Earthjustice ha già annunciato che presenterà ricorsi davanti ai tribunali federali per tentare di bloccare l'applicazione dell'ordine esecutivo e mantenere le attuali tutele ambientali.
Le organizzazioni sostengono che l'apertura delle aree allo sfruttamento industriale possa causare danni irreversibili alla biodiversità, al patrimonio geologico e ai siti archeologici presenti nello Utah meridionale.
Bears Ears, un luogo sacro per le tribù native
Il Bears Ears National Monument era stato istituito nel 2016 dall'allora presidente Barack Obama.
Il nome deriva da due caratteristiche colline che ricordano le orecchie di un orso e rappresentano un luogo di profondo significato spirituale per numerose tribù dei nativi americani.
L'area ospita migliaia di siti archeologici, antichi insediamenti, incisioni rupestri e luoghi sacri che le comunità indigene considerano parte fondamentale della propria identità culturale.
Proprio per questo motivo le organizzazioni tribali si sono sempre opposte ai tentativi di ridurne la protezione.
Grand Staircase-Escalante, un laboratorio naturale
Il Grand Staircase-Escalante National Monument, creato nel 1996 dal presidente Bill Clinton, è famoso per le sue spettacolari formazioni di arenaria, canyon e altopiani desertici.
Negli ultimi decenni il sito ha acquisito una rilevanza scientifica internazionale grazie alle numerose scoperte paleontologiche.
Sono infatti stati rinvenuti numerosi fossili di dinosauri che hanno contribuito ad ampliare le conoscenze sull'evoluzione delle specie preistoriche del Nord America.
L'area rappresenta inoltre una delle destinazioni più apprezzate dagli escursionisti e dagli amanti del turismo naturalistico.
Uno scontro destinato ai tribunali
Come già avvenuto durante il primo mandato di Trump, è probabile che la nuova riduzione dei monumenti nazionali venga contestata davanti ai giudici federali.
Le organizzazioni ambientaliste e le tribù native sostengono che il presidente non abbia il potere di modificare unilateralmente i confini dei monumenti istituiti dai suoi predecessori.
La vicenda potrebbe quindi trasformarsi in una lunga battaglia giudiziaria destinata ad avere importanti conseguenze sulla gestione delle terre pubbliche e sulla politica ambientale degli Stati Uniti.