Mercoledì 15 luglio i rider delle principali piattaforme di food delivery sciopereranno a Milano e Firenze per denunciare gli effetti delle ordinanze comunali che vietano le consegne nelle ore più calde della giornata senza prevedere alcuna tutela economica per i lavoratori.
La mobilitazione è stata proclamata dalla Nidil Cgil e arriva alla vigilia dell'incontro previsto al Ministero del Lavoro sul recepimento della direttiva europea dedicata al lavoro tramite piattaforme digitali.
Gli orari dello sciopero
A Milano lo sciopero inizierà alle ore 18 e coinvolgerà i rider che lavorano per:
- Glovo;
- Deliveroo;
- Just Eat.
A Firenze, invece, la protesta interesserà i ciclofattorini di:
- Glovo;
- Deliveroo.
L'iniziativa punta a richiamare l'attenzione sulle conseguenze economiche dei blocchi imposti durante le ondate di calore.
Il nodo del pagamento a cottimo
Al centro della protesta c'è il sistema di remunerazione adottato dalla maggior parte delle piattaforme.
Molti rider vengono infatti pagati a consegna, senza una retribuzione oraria garantita. Di conseguenza, quando le amministrazioni comunali vietano le consegne nelle fasce orarie considerate più rischiose per la salute, i lavoratori si trovano costretti a fermarsi senza percepire alcun compenso.
Secondo i sindacati, la tutela della salute non può tradursi automaticamente in una perdita del reddito.
Le richieste al Governo
La principale richiesta avanzata dalla Nidil Cgil riguarda l'introduzione di ammortizzatori sociali per i rider costretti a interrompere l'attività durante le emergenze climatiche.
Il sindacato chiede inoltre che il Governo estenda anche ai lavoratori del food delivery le misure di sostegno previste per altri settori produttivi esposti alle alte temperature.
La ministra del Lavoro Marina Calderone ha ricordato che il Governo è nella fase conclusiva del recepimento della direttiva europea sulle piattaforme digitali e ha richiamato gli interventi già inseriti nel decreto sul contrasto al caporalato digitale.
Le richieste alle piattaforme
Oltre all'intervento dell'esecutivo, i sindacati chiedono direttamente alle aziende del food delivery di riconoscere un'indennità economica per compensare le ore di inattività imposte dalle ordinanze comunali.
Secondo Andrea Bacchin, della Nidil Cgil Milano, è necessario trovare strumenti concreti che consentano di proteggere la salute dei lavoratori senza costringerli a rinunciare al salario.
Il Pd attacca il Governo
Dal fronte politico, il Partito Democratico sostiene le richieste dei rider.
Il capogruppo Pd in Commissione Lavoro della Camera, Arturo Scotto, ha invitato il Governo a rivedere le norme sugli ammortizzatori sociali legati alle emergenze climatiche, sostenendo che le misure attualmente previste escludono proprio i lavoratori delle piattaforme digitali e dispongono risorse inferiori rispetto allo scorso anno.
Restano aperte le vertenze su Glovo e Deliveroo
La protesta del 15 luglio si inserisce in un contesto più ampio di confronto tra sindacati e piattaforme.
Glovo e Deliveroo continuano infatti a utilizzare prevalentemente il modello del lavoro autonomo con pagamento a cottimo, mentre le organizzazioni sindacali chiedono un rapporto di lavoro subordinato o comunque maggiori tutele contrattuali.
Negli ultimi mesi entrambe le società sono finite al centro delle indagini della Procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta sul presunto caporalato nel settore del food delivery.
Il precedente di Just Eat
I sindacati indicano come modello Just Eat, che già dal 2021 ha scelto di assumere i rider applicando il contratto collettivo del settore trasporti.
Nel frattempo resta aperto anche il confronto con Assodelivery: Cgil e Uil hanno abbandonato il tavolo negoziale giudicando insufficienti le aperture delle piattaforme, mentre la Cisl sarebbe orientata a proseguire la trattativa puntando a un aumento delle retribuzioni.
La mobilitazione di mercoledì rappresenta quindi un nuovo passaggio nella vertenza nazionale sul lavoro tramite piattaforme digitali, tema destinato a tornare al centro del dibattito con il prossimo confronto tra Governo, sindacati e imprese.