Cina, arrestato da quasi due anni uno scienziato americano esperto dei test nucleari nordcoreani

Pechino accusa di spionaggio il sismologo Youlin Chen. Washington lo considera detenuto ingiustamente e punta a ottenerne il rilascio attraverso la diplomazia


Un caso che riaccende le tensioni tra Stati Uniti e Cina

Il caso del sismologo statunitense Youlin Chen rischia di diventare un nuovo elemento di attrito nei rapporti tra Stati Uniti e Cina.

Secondo quanto rivelato, Chen, cittadino americano naturalizzato e specializzato nell'analisi sismica dei test nucleari della Corea del Nord, è detenuto in Cina da quasi due anni ed è accusato di spionaggio. Il processo non è ancora iniziato, ma la moglie, parlamentari statunitensi e organizzazioni impegnate nella tutela degli ostaggi temono che possa essere condannato in un procedimento a porte chiuse.


Chi è Youlin Chen

Chen, 54 anni, vive a Boston ed è diventato cittadino statunitense nel 2011.

Negli ultimi anni ha collaborato con istituzioni americane svolgendo ricerche finanziate dal Dipartimento di Stato e dall'Air Force Research Laboratory sulla rilevazione dei test nucleari sotterranei della Corea del Nord attraverso l'analisi delle onde sismiche.

I suoi studi utilizzavano dati pubblicamente disponibili e venivano realizzati anche in collaborazione con ricercatori cinesi. Uno dei principali lavori scientifici, pubblicato nel 2020 e visionato da Reuters, era stato autorizzato alla diffusione pubblica dalle autorità statunitensi.


L'accusa di spionaggio

Secondo il racconto della moglie, Yufang Rong, Chen è stato arrestato il 5 novembre 2024 all'aeroporto internazionale di Pechino mentre stava rientrando negli Stati Uniti dopo aver visitato alcuni familiari e aver tenuto seminari universitari.

Successivamente sarebbe stato interrogato oltre cento volte riguardo alle sue ricerche sui test nucleari nordcoreani.

Le autorità cinesi lo hanno formalmente incriminato per spionaggio nel maggio 2025. In Cina questo reato può comportare pene molto severe, fino all'ergastolo e, nei casi considerati particolarmente gravi, persino la pena di morte.


Washington lo considera detenuto ingiustamente

Nel marzo 2026 il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha classificato ufficialmente Chen come "wrongfully detained", ossia detenuto ingiustamente.

Questa designazione rende il suo rilascio una priorità della diplomazia statunitense.

Secondo la moglie dello scienziato, il presidente Donald Trump avrebbe affrontato personalmente il caso durante una visita ufficiale a Pechino, chiedendo al presidente cinese Xi Jinping di intervenire. Pechino, tuttavia, non avrebbe ancora adottato alcuna misura concreta.


Il timore legato ai programmi nucleari

Secondo Eric Lebson, fondatore dell'organizzazione Global Reach che segue il caso, l'interesse delle autorità cinesi sarebbe legato alle competenze scientifiche di Chen.

L'ipotesi è che Pechino voglia comprendere meglio le tecniche utilizzate dagli Stati Uniti per individuare eventuali test nucleari sotterranei e migliorare le proprie capacità di occultamento attraverso il cosiddetto decoupling, una tecnica che riduce le onde sismiche generate da un'esplosione nucleare.

L'amministrazione Trump aveva già accusato la Cina, all'inizio del 2026, di aver sperimentato proprio questo metodo durante un presunto test nucleare del 2020, accusa che Pechino ha sempre respinto.


Le condizioni di detenzione

La moglie racconta che nei primi mesi Chen sarebbe stato sottoposto a condizioni molto dure.

Tra le accuse figurano l'impossibilità di leggere o fare esercizio fisico, la mancanza di cure adeguate per il diabete e altri problemi di salute e un'alimentazione insufficiente. Secondo la famiglia avrebbe perso tra 14 e 18 chilogrammi durante la detenzione.

Le visite consolari dell'ambasciata americana sarebbero avvenute sempre alla presenza delle autorità cinesi, impedendo qualsiasi colloquio riservato.


Un nuovo banco di prova per i rapporti tra Washington e Pechino

Il caso potrebbe diventare uno dei temi affrontati nei prossimi incontri diplomatici tra Stati Uniti e Cina, soprattutto in vista della prevista visita del presidente Xi Jinping a Washington nei prossimi mesi.

Pur cercando di mantenere stabili le relazioni bilaterali dopo le recenti tensioni commerciali, l'amministrazione Trump considera la liberazione di Chen una priorità e continua a lavorare attraverso canali diplomatici riservati per ottenerne il rilascio.