Via libera al nuovo programma internazionale per Gaza
La Commissione europea, insieme a oltre una dozzina di Paesi partner e a importanti istituzioni finanziarie internazionali, ha lanciato la Team Gaza Initiative, un programma di aiuti da 883,6 milioni di euro (circa 1 miliardo di dollari) destinato a sostenere la ricostruzione della Striscia di Gaza dopo oltre due anni e mezzo di conflitto.
L'annuncio è arrivato durante una conferenza dei principali donatori internazionali svoltasi a Bruxelles, con l'obiettivo di coordinare gli interventi umanitari e infrastrutturali necessari per il rilancio del territorio palestinese.
Una Striscia ancora devastata dalla guerra
La situazione nella Striscia di Gaza continua a essere estremamente critica.
Il conflitto, iniziato dopo l'attacco di Hamas contro Israele dell'ottobre 2023, ha provocato una distruzione senza precedenti di infrastrutture civili, ospedali, reti idriche ed edifici residenziali.
Sebbene dal mese di ottobre dello scorso anno sia in vigore un fragile cessate il fuoco, la maggior parte della popolazione vive ancora in tende o in edifici gravemente danneggiati.
Secondo le stime delle Nazioni Unite, saranno necessari circa 70 miliardi di dollari per completare la ricostruzione dell'intera Striscia di Gaza.
Come saranno utilizzati i fondi
La Team Gaza Initiative finanzierà una serie di interventi considerati prioritari per la ripresa del territorio.
Tra i principali progetti figurano:
- il ripristino delle reti idriche e dei sistemi fognari;
- la rimozione delle macerie accumulate durante il conflitto;
- la ricostruzione e il rafforzamento del sistema sanitario;
- il ripristino dei servizi pubblici essenziali;
- interventi destinati a migliorare le condizioni di vita della popolazione civile.
L'obiettivo dichiarato dalla Commissione europea è creare le condizioni per una graduale ripresa economica e sociale della Striscia.
Ampia partecipazione internazionale
All'iniziativa partecipano numerosi Paesi europei e partner internazionali.
Tra gli aderenti figurano:
- Spagna;
- Italia;
- Francia;
- Germania;
- Regno Unito;
- Danimarca;
- Paesi Bassi;
- Belgio;
- Svezia;
- Finlandia;
- Norvegia;
- Svizzera;
- Giappone.
Prendono parte al programma anche la Banca Mondiale e la Banca europea per gli investimenti, mentre Australia e Canada dovrebbero aderire successivamente.
La Commissione europea, al momento, non ha specificato quale sarà il contributo economico di ciascun partecipante.
L'obiettivo: ricostruire speranza e resilienza
La commissaria europea per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, ha spiegato che il programma punta a sostenere non soltanto la ricostruzione materiale della Striscia, ma anche il ritorno a condizioni di vita dignitose per la popolazione palestinese.
Secondo Bruxelles, la priorità è favorire la resilienza delle comunità locali e creare le basi per una stabilizzazione duratura del territorio.
Una ricostruzione ancora piena di ostacoli
Nonostante il cessate il fuoco, il contesto sul terreno rimane estremamente complesso.
Secondo Reuters, Israele mantiene il controllo di circa il 70% della Striscia di Gaza, dove le proprie forze presidiano un'ampia fascia di sicurezza che il governo guidato dal premier Benjamin Netanyahu considera indispensabile per prevenire nuovi attacchi da parte di Hamas.
La permanenza delle truppe israeliane rappresenta uno dei principali fattori di incertezza per la piena attuazione dei programmi di ricostruzione e per il ritorno alla normalità della popolazione civile.