Corea del Sud, altri due anni di carcere per l'ex presidente Yoon Suk Yeol

L'ex capo dello Stato è stato riconosciuto colpevole di aver ricevuto gratuitamente sondaggi politici in violazione delle norme sul finanziamento della politica. La sentenza è appellabile


Nuova condanna per l'ex presidente sudcoreano

Un tribunale della Corea del Sud ha condannato l'ex presidente Yoon Suk Yeol a due anni di reclusione per violazione della legge sul finanziamento della politica.

Secondo quanto riportato dai media sudcoreani e riferito da Reuters, la decisione è stata emessa dal Seoul Central District Court, che ha ritenuto l'ex capo dello Stato colpevole di aver beneficiato gratuitamente di servizi di sondaggio elettorale forniti da un intermediario politico.

La sentenza rappresenta un nuovo capitolo della complessa vicenda giudiziaria che coinvolge Yoon, già protagonista di numerosi procedimenti penali.


Le accuse: sondaggi gratuiti in cambio di favori politici

Secondo la ricostruzione dei giudici, Yoon avrebbe ricevuto gratuitamente 14 rilevazioni demoscopiche, per un valore complessivo di circa 270 milioni di won (circa 180 mila dollari).

In cambio, secondo il tribunale, l'allora presidente avrebbe esercitato la propria influenza politica per favorire la candidatura di un ex parlamentare, compensando così il broker che aveva fornito i servizi.

I giudici hanno ritenuto che tale comportamento costituisse una violazione della normativa sudcoreana sul finanziamento delle attività politiche.


La difesa respinge ogni accusa

Durante il processo, Yoon Suk Yeol ha negato ogni addebito.

L'ex presidente ha sostenuto di non aver mai richiesto i sondaggi e di non aver promesso alcuna contropartita politica al mediatore coinvolto nella vicenda.

La decisione del tribunale può essere impugnata davanti ai gradi successivi di giudizio.


Una decisione diversa rispetto al caso dell'ex first lady

La nuova sentenza si distingue da precedenti decisioni giudiziarie riguardanti l'ex first lady Kim Keon Hee.

In quelle occasioni i tribunali avevano stabilito che non vi fossero prove sufficienti dell'esistenza di uno scambio di favori collegato agli stessi servizi di sondaggio.

Nel caso dell'ex presidente, invece, il tribunale ha ritenuto dimostrato il rapporto tra il beneficio ricevuto e le successive decisioni politiche.


Otto procedimenti giudiziari ancora aperti

La condanna si aggiunge a una lunga serie di vicende giudiziarie che coinvolgono Yoon Suk Yeol.

L'ex presidente è infatti imputato o coinvolto in otto diversi procedimenti.

Tra questi figura il ricorso contro la condanna all'ergastolo pronunciata nel febbraio 2026 per il suo presunto ruolo nell'insurrezione legata alla controversa dichiarazione della legge marziale del dicembre 2024.

La scorsa settimana la Corte Suprema sudcoreana ha inoltre confermato in via definitiva una condanna a sette anni di carcere per aver ostacolato le autorità durante il tentativo di eseguire il suo arresto.


Una crisi politica senza precedenti per la Corea del Sud

La sequenza di condanne nei confronti dell'ex presidente rappresenta uno dei più gravi scandali politici nella storia recente della Corea del Sud.

Le vicende giudiziarie di Yoon continuano a dividere l'opinione pubblica, mentre il sistema giudiziario sudcoreano prosegue nell'esame delle numerose accuse formulate nei suoi confronti dopo la fine del mandato presidenziale.

L'esito dei ricorsi ancora pendenti potrebbe modificare ulteriormente il quadro giudiziario dell'ex capo dello Stato nei prossimi mesi.