L’UNESCO lancia l’allarme: il debito soffoca l’istruzione. Proposta una nuova strategia globale per finanziare le scuole

L’agenzia delle Nazioni Unite invita governi e creditori internazionali ad ampliare gli accordi di conversione del debito in investimenti per l’istruzione. Oltre cento Paesi spendono ormai più per ripagare i debiti che per educare le nuove generazioni


Il debito mette in crisi l’istruzione globale

L'UNESCO torna a lanciare un forte allarme sul futuro dell'istruzione globale. Secondo il nuovo rapporto presentato durante il vertice internazionale Transforming Education Summit+4 di Parigi, ben 113 Paesi del mondo spendono oggi più denaro per il servizio del debito pubblico che per finanziare scuole, insegnanti e sistemi educativi.

Si tratta di una situazione che coinvolge circa 6,1 miliardi di persone e che rischia di compromettere gli obiettivi fissati dalle Nazioni Unite per garantire un'istruzione di qualità entro il 2030.

Per questo motivo l'agenzia ONU propone un maggiore ricorso ai cosiddetti debt-for-education swaps, strumenti finanziari che permettono di convertire parte del debito pubblico in investimenti destinati all'istruzione.


Come funzionano gli accordi di conversione del debito

Il principio è relativamente semplice.

Uno Stato fortemente indebitato rinegozia parte del proprio debito con creditori internazionali oppure lo riacquista a condizioni più favorevoli. Le risorse economiche risparmiate vengono quindi vincolate al finanziamento di programmi scolastici, formazione degli insegnanti, costruzione di edifici educativi e sostegno agli studenti.

Secondo l'UNESCO questo meccanismo rappresenta uno degli strumenti più efficaci per aiutare i Paesi con finanze pubbliche fragili senza aumentare ulteriormente l'indebitamento.

Anche la Banca Mondiale ha iniziato recentemente a sostenere questo tipo di operazioni.


Gli esempi già realizzati

L'UNESCO cita alcuni casi considerati particolarmente positivi.

Nel 2023 un accordo tra Francia e Costa d'Avorio ha consentito di finanziare la costruzione di oltre trenta nuove scuole.

Un altro esempio riguarda la collaborazione tra Spagna e Perù, che nell'arco di un decennio ha permesso di sostenere circa cinquanta progetti educativi attraverso un programma di conversione del debito.

Secondo l'agenzia ONU questi risultati dimostrano che il modello può essere replicato anche in numerosi altri Paesi.


I numeri della crisi sono sempre più preoccupanti

Le statistiche diffuse dall'UNESCO delineano un quadro estremamente critico.

Nei Paesi a basso reddito il costo annuale del servizio del debito risulta oggi quasi quattro volte superiore rispetto agli investimenti destinati all'istruzione.

In diciotto degli Stati maggiormente indebitati il rapporto è ancora più estremo: le spese per il rimborso del debito superano di almeno cinque volte i fondi destinati al sistema scolastico.

Una situazione che rischia di compromettere la formazione di intere generazioni.


Anche gli aiuti internazionali stanno diminuendo

Ad aggravare ulteriormente il quadro è il progressivo calo degli aiuti internazionali.

Il rapporto stima che gli stanziamenti globali destinati all'istruzione potrebbero diminuire fino al 30% tra il 2023 e il 2027.

Nel solo 2024 gli aiuti al settore educativo sono già diminuiti dell'8%, mentre quelli destinati all'istruzione di base hanno registrato una flessione del 15%.

Afghanistan, Liberia, Mali e Niger risultano tra i Paesi che hanno subito le riduzioni più consistenti, superiori al 40%.


Un deficit annuale da quasi cento miliardi di dollari

Secondo le stime dell'UNESCO, i Paesi a basso e medio-basso reddito devono affrontare un deficit complessivo di circa 97 miliardi di dollari ogni anno per garantire un sistema educativo adeguato.

Parallelamente, la quota degli aiuti internazionali destinata all'istruzione è scesa al 7,5% dell'intera cooperazione allo sviluppo, il livello più basso registrato negli ultimi vent'anni.


L'appello dell'UNESCO

Il direttore generale dell'UNESCO, Khaled El-Enany, ha invitato governi, istituzioni finanziarie e creditori internazionali a sostenere con maggiore decisione strumenti innovativi di finanziamento.

Secondo El-Enany, l'istruzione rappresenta l'investimento più importante per lo sviluppo economico e sociale dei Paesi, ma continua a essere sistematicamente sottofinanziata proprio mentre il peso del debito cresce rapidamente.

L'agenzia delle Nazioni Unite ritiene che l'espansione degli accordi di conversione del debito possa offrire una risposta concreta per liberare nuove risorse senza aggravare ulteriormente la situazione finanziaria dei Paesi più vulnerabili.