Trump: «La tregua con l'Iran è finita». Minaccia nuovi raid Usa dopo gli attacchi di Teheran

Donald Trump ha dichiarato concluso l'accordo provvisorio che aveva sospeso il conflitto tra Stati Uniti e Iran, annunciando la possibilità di nuovi attacchi militari già nella notte. Le parole del presidente americano arrivano dopo che Teheran ha rivendicato il lancio di missili e droni contro basi statunitensi in Bahrein e Kuwait, in risposta ai raid americani contro obiettivi iraniani.


Trump: «Non voglio più trattare con loro»

Parlando ad Ankara, a margine del vertice Nato, Trump ha affermato che il memorandum d'intesa siglato il 17 giugno «è finito».

«Non voglio più avere a che fare con loro», ha dichiarato il presidente americano, definendo la leadership iraniana «disonorevole» e aggiungendo che raggiungere un accordo duraturo sarebbe ormai inutile.

Pur lasciando aperta la porta ai negoziatori, Trump ha espresso forte scetticismo sulla prosecuzione dei colloqui e ha poi lanciato un nuovo avvertimento: «Li colpiremo duramente questa sera».

L'Iran colpisce basi Usa nel Golfo

I Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato di aver attaccato installazioni militari statunitensi in Bahrein e Kuwait, sostenendo anche di aver abbattuto un drone americano MQ-9.

Il Bahrein ha successivamente dichiarato di aver intercettato gli attacchi, mentre da parte delle forze armate statunitensi non è arrivata un'immediata conferma ufficiale dei danni.

I raid americani e lo Stretto di Hormuz

Nelle ore precedenti gli Stati Uniti avevano colpito decine di obiettivi militari iraniani, tra cui sistemi di difesa aerea, batterie missilistiche costiere, siti di lancio per droni e oltre 60 imbarcazioni utilizzate dai Guardiani della Rivoluzione.

Washington ha inoltre revocato la licenza che consentiva temporaneamente all'Iran di esportare petrolio, accusando Teheran di aver violato la tregua con gli attacchi contro petroliere nello Stretto di Hormuz.

Petrolio in forte rialzo e timori sui mercati

L'escalation ha avuto effetti immediati sui mercati finanziari.

Il prezzo del Brent è salito di oltre il 5%, mentre almeno quattro petroliere hanno invertito la rotta evitando il transito nello Stretto di Hormuz, una delle principali arterie energetiche mondiali.

Gli investitori temono che il peggioramento della crisi possa alimentare nuove pressioni inflazionistiche e compromettere la stabilità delle forniture globali di greggio.

La Nato sostiene Washington, Teheran promette una risposta

Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha definito i raid americani «assolutamente necessari», sostenendo che gli attacchi iraniani abbiano violato il cessate il fuoco.

L'Iran, invece, accusa gli Stati Uniti di aver infranto gli accordi e promette di adottare «qualsiasi misura necessaria» per difendere la propria sicurezza nazionale, lasciando intendere che la crisi potrebbe aggravarsi ulteriormente nelle prossime ore.