Stretto di Hormuz, il traffico non tornerà alla normalità prima del 2027

Le parole di Trump hanno nuovamente ribaltato le aspettative per quanto riguarda la navigazione nello Stretto di Hormuz. Se un ritorno alla normalità sembrava vicina, ora tutto è tornato (tragicamente) come prima.


Secondo gli operatori della piattaforma di previsione Kalshi, il traffico navale nello Stretto di Hormuz difficilmente tornerà alla normalità prima del 2027, dopo il nuovo deterioramento della situazione geopolitica in Medio Oriente.


Le aspettative sono peggiorate in seguito alle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha affermato che il cessate il fuoco con l'Iran è "finito", dopo gli attacchi statunitensi contro la Repubblica Islamica in risposta alle aggressioni subite da alcune navi commerciali nello Stretto di Hormuz.


Alla luce di questi sviluppi, gli investitori che operano su Kalshi hanno rivisto al ribasso le probabilità di un rapido ritorno alla normalità. Attualmente attribuiscono solo il 44% di probabilità che il traffico marittimo torni ai livelli abituali entro il 1° dicembre 2026. Lo scenario ritenuto più probabile è invece quello di una normalizzazione a partire dal 1° gennaio 2027, con una probabilità salita al 53%.


Per "ritorno alla normalità", Kalshi considera una media mobile di sette giorni superiore a 60 transiti giornalieri attraverso lo Stretto di Hormuz, utilizzando i dati raccolti da IMF PortWatch. Lo Stretto rappresenta uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo per il commercio energetico: eventuali interruzioni del traffico possono avere ripercussioni sui prezzi del petrolio, sulle catene di approvvigionamento globali e sui costi del trasporto marittimo.