Trump torna ad attaccare gli alleati
All'arrivo ad Ankara, Trump ha rilanciato le critiche ai partner europei, accusandoli di non aver sostenuto gli Stati Uniti durante il conflitto con l'Iran.
«Perché spendiamo centinaia di miliardi di dollari se loro non sono presenti quando ne abbiamo bisogno? Noi siamo sempre stati al loro fianco», ha dichiarato il presidente americano durante un incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan.
Trump ha inoltre sostenuto che alcuni alleati non avrebbero garantito pieno accesso allo spazio aereo e alle basi militari durante le operazioni contro l'Iran, accuse respinte da diversi governi europei.
L'Europa punta a rassicurare Washington
Per evitare un nuovo scontro all'interno dell'Alleanza, i Paesi europei hanno presentato ad Ankara una serie di accordi nel settore della difesa per un valore complessivo superiore a 50 miliardi di dollari.
L'obiettivo è dimostrare che gli alleati stanno aumentando gli investimenti militari e riducendo gradualmente la dipendenza dagli Stati Uniti, una richiesta avanzata da Trump fin dal suo primo mandato.
Rutte difende i raid americani
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha definito «assolutamente necessari» gli ultimi attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani.
Secondo Rutte, la reazione americana è stata giustificata dalle violazioni del cessate il fuoco attribuite a Teheran, cercando al tempo stesso di minimizzare le nuove tensioni tra Washington e gli alleati europei.
Nuove tensioni tra Trump e Giorgia Meloni
Tra i leader finiti nel mirino del presidente americano c'è anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Trump ha dichiarato che il loro rapporto «si è un po' deteriorato perché lei ha rifiutato di aiutarci sull'Iran», pur definendola successivamente «una brava persona».
Le autorità italiane, nei giorni scorsi, hanno cercato di abbassare i toni dopo gli attacchi verbali e i post pubblicati dal presidente americano contro la premier.
Trump insiste anche sulla Groenlandia
Il presidente americano ha rilanciato anche la sua storica posizione sulla Groenlandia, sostenendo che il territorio autonomo danese dovrebbe passare sotto il controllo degli Stati Uniti.
La premier danese Mette Frederiksen ha risposto ribadendo che «la Groenlandia non è in vendita» e che la Nato resta fondata sul principio della difesa collettiva di tutti gli alleati.
La dichiarazione finale ribadisce la difesa collettiva
Nel frattempo gli ambasciatori dei 32 Paesi membri hanno già approvato la bozza della dichiarazione finale del vertice.
Il documento riafferma un «impegno incrollabile» nei confronti dell'articolo 5 del Trattato Nato, che prevede la difesa reciproca in caso di aggressione contro uno Stato membro.
L'approvazione definitiva spetterà ora ai capi di Stato e di governo riuniti ad Ankara, in un summit che si annuncia tra i più delicati degli ultimi anni, tra le tensioni con l'Iran, i rapporti sempre più complessi con Washington e il riassetto della sicurezza europea.