Schierarsi come possibile trampolino verso il 2027
Il progetto politico ruota attorno a Schierarsi, l'associazione fondata da Di Battista nel 2023 e destinata, secondo diverse ricostruzioni, a trasformarsi in un vero soggetto politico.
L'organizzazione sta già misurando la propria capacità di mobilitazione attraverso la raccolta firme per il referendum contro il finanziamento pubblico ai giornali, che ha superato le 300 mila sottoscrizioni. Anche qualora non venisse raggiunta la soglia delle 500 mila firme, l'iniziativa rappresenterebbe un banco di prova importante in vista di un possibile debutto elettorale.
I contatti con Potere al Popolo
Tra le interlocuzioni avviate figurano quelle con Potere al Popolo, formazione della sinistra radicale. L'obiettivo sarebbe quello di mantenere aperti canali di dialogo senza però rinunciare all'autonomia del progetto politico.
Di Battista, infatti, continua a rifiutare la tradizionale contrapposizione tra destra e sinistra e, secondo le indiscrezioni, escluderebbe sia un ritorno nel Movimento 5 Stelle sia qualsiasi collaborazione con il Partito Democratico.
L'incontro con Roberto Vannacci
Tra gli incontri emersi nelle ultime ore figura anche quello con Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale.
L'incontro non sarebbe stato finalizzato alla costruzione di un'alleanza elettorale, ma confermerebbe la volontà dell'ex deputato pentastellato di confrontarsi con interlocutori molto diversi tra loro.
Entrambi guardano infatti a una parte dell'elettorato critico verso il sistema politico tradizionale, contrario alla Nato e alle attuali politiche europee, pur partendo da posizioni differenti su numerosi temi.
Le preoccupazioni nel campo largo
L'ipotesi di una candidatura autonoma di Di Battista preoccupa soprattutto il centrosinistra.
Tra i parlamentari del Partito Democratico cresce il timore che un suo ritorno possa sottrarre consensi al Movimento 5 Stelle, costringendo Giuseppe Conte a radicalizzare ulteriormente le proprie posizioni per evitare una fuga di elettori.
Secondo alcune valutazioni interne, questo scenario potrebbe complicare ulteriormente la costruzione del cosiddetto campo largo in vista delle elezioni del 2027.
Il no alla televisione
Nel frattempo Di Battista avrebbe rifiutato anche un'importante proposta economica per partecipare a un noto reality televisivo, preferendo concentrarsi sul progetto politico legato a Schierarsi.
La scelta viene interpretata come un ulteriore segnale della volontà di costruire un percorso politico autonomo piuttosto che proseguire esclusivamente l'attività mediatica.
Bonelli: "La frammentazione non aiuta"
Sul possibile ritorno di Di Battista è intervenuto anche Angelo Bonelli, co-portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra.
Pur ribadendo che ogni forza politica è libera di presentarsi alle elezioni, Bonelli ha sottolineato che una maggiore frammentazione non favorisce il centrosinistra. Allo stesso tempo si è detto fiducioso che un programma politico chiaro possa consentire agli elettori di distinguere le diverse proposte in campo.