La linea di Meloni: nessuna replica a Trump
Dopo il meme pubblicato da Trump sui social, interpretato dal governo come un attacco personale alla premier, Meloni avrebbe deciso di non alimentare ulteriormente la polemica.
L'obiettivo è evitare che le tensioni personali finiscano per compromettere il lavoro diplomatico durante il vertice dell'Alleanza Atlantica.
Fonti vicine a Palazzo Chigi descrivono una premier determinata a mantenere un atteggiamento estremamente freddo nei confronti del presidente americano, concentrandosi esclusivamente sui temi istituzionali.
Dalla Casa Bianca tentativi di ricucire
Nel frattempo da Washington arrivano segnali di distensione.
Secondo fonti dell'amministrazione americana, alcuni collaboratori di Trump starebbero lavorando per ricostruire il rapporto con Meloni, ritenendo il vertice NATO l'occasione ideale per un riavvicinamento.
La stessa fonte sostiene che il controverso post pubblicato dal presidente americano non sarebbe stato concepito come un attacco politico, bensì come una forma di ironia personale, interpretazione che però non sembra aver convinto Palazzo Chigi.
Il ruolo di Jared Kushner
Parallelamente ai canali diplomatici ufficiali, continuerebbero i contatti riservati tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e Jared Kushner, genero dell'ex presidente americano.
Secondo le ricostruzioni giornalistiche, questo dialogo avrebbe consentito di verificare come anche all'interno della Casa Bianca non tutti abbiano apprezzato le recenti uscite pubbliche di Trump contro la leader italiana.
Il timore di nuove provocazioni
Tra le principali preoccupazioni della delegazione italiana c'è la possibilità che Trump possa replicare quanto già fatto in passato con altri leader internazionali.
Secondo indiscrezioni, a Palazzo Chigi si teme che il presidente americano possa rendere pubblici eventuali messaggi privati scambiati con Meloni, come avvenuto in passato con Emmanuel Macron.
Per questo motivo lo staff italiano avrebbe cercato di limitare al minimo le occasioni di contatto informale tra i due leader durante il summit.
Difesa e fianco Sud tra le priorità italiane
Sul piano politico, Roma punta a concentrare il confronto su temi concreti.
L'Italia sosterrà la necessità che la NATO continui a rafforzare anche il fianco meridionale dell'Alleanza, oltre a quello orientale, ritenuto prioritario dopo l'invasione russa dell'Ucraina.
Il governo intende inoltre confermare il percorso di incremento delle spese per la Difesa, pur senza anticipare ulteriormente gli obiettivi già programmati.
La Libia possibile terreno d'intesa
Tra i dossier che potrebbero favorire un riavvicinamento tra Roma e Washington c'è anche la Libia.
Secondo indiscrezioni, gli Stati Uniti starebbero valutando un maggiore coinvolgimento di Italia e Turchia nel processo di stabilizzazione del Paese nordafricano.
L'obiettivo sarebbe favorire la nascita di un governo unitario e creare condizioni più favorevoli agli investimenti energetici, in un contesto in cui anche le grandi compagnie petrolifere americane stanno rafforzando la propria presenza.
Per il governo italiano si tratterebbe di un dossier strategico, sia per gli interessi energetici nazionali sia per la gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo.
Un vertice decisivo per i rapporti tra Roma e Washington
Il summit di Ankara rappresenta quindi un banco di prova per le relazioni tra Italia e Stati Uniti.
Da una parte resta il gelo personale tra Meloni e Trump dopo gli ultimi episodi pubblici; dall'altra entrambe le capitali hanno interesse a mantenere una collaborazione stretta su sicurezza, NATO, Mediterraneo ed energia.
L'esito degli incontri dei prossimi giorni dirà se le tensioni personali potranno essere superate o se continueranno a pesare sul rapporto tra i due alleati.