Marine Le Pen condannata, ma può tornare in corsa per l'Eliseo nel 2027

La Corte d'Appello conferma la condanna di Marine Le Pen, ma riduce l'ineleggibilità. La leader del RN può candidarsi alle presidenziali del 2027.


La condanna della Corte d'Appello

I giudici hanno riconosciuto Le Pen colpevole di appropriazione indebita dei fondi destinati agli assistenti parlamentari europei.

Secondo l'accusa, tra il 2004 e il 2016 risorse del Parlamento europeo sarebbero state utilizzate per retribuire collaboratori impegnati nelle attività del partito in Francia.

Rispetto alla sentenza di primo grado, la Corte ha ridotto la pena detentiva da quattro a tre anni.

La condanna prevede:

  1. tre anni di reclusione;
  2. due anni con sospensione condizionale;
  3. un anno da scontare con il braccialetto elettronico.

Ridotta anche l'ineleggibilità

La decisione più rilevante riguarda però la pena accessoria.

L'ineleggibilità è stata ridotta da cinque anni a 45 mesi, dei quali:

  1. 30 mesi sono stati sospesi;
  2. i restanti 15 mesi risultano già scontati, essendo decorsi dal marzo 2025.

Questo significa che, dal punto di vista giuridico, Le Pen potrà presentarsi alle elezioni presidenziali del 2027.

Il nodo del braccialetto elettronico

Resta tuttavia un ostacolo pratico.

Per un anno la leader del Rassemblement National dovrà indossare un braccialetto elettronico, misura alternativa alla detenzione che limita gli spostamenti secondo orari stabiliti dall'autorità giudiziaria.

La stessa Le Pen ha più volte sostenuto che una simile misura sarebbe difficilmente compatibile con una campagna elettorale nazionale.

Per questo motivo il suo collegio legale potrebbe chiedere una modifica delle modalità di esecuzione della pena o una riduzione della durata del dispositivo.

Se il periodo con il braccialetto venisse dimezzato a sei mesi, Le Pen potrebbe tornare pienamente all'attività politica già all'inizio del 2027.

L'alternativa Bardella

Qualora la leader decidesse di non candidarsi o incontrasse ulteriori ostacoli, il Rassemblement National dispone già di un possibile successore.

Il nome più accreditato resta quello di Jordan Bardella, trentenne presidente del partito e figura sempre più centrale nella strategia della destra francese.

Negli ultimi anni Bardella ha consolidato la propria popolarità e viene considerato il naturale erede politico di Le Pen.

La corsa all'Eliseo resta aperta

La sentenza rappresenta una condanna significativa sul piano giudiziario, ma modifica profondamente lo scenario politico.

Se in primo grado il rischio di esclusione dalle presidenziali sembrava concreto, la riduzione dell'ineleggibilità consente ora a Marine Le Pen di rimanere in corsa per l'Eliseo nel 2027.

La leader del Rassemblement National, attualmente tra i principali favoriti nei sondaggi, è attesa in serata con un intervento televisivo nel quale commenterà la decisione della Corte e potrebbe chiarire le sue intenzioni politiche per i prossimi mesi.