Trump: «La pace in Ucraina è più vicina di quanto si pensi». Nuovi colloqui con Putin e Zelensky al vertice NATO

Donald Trump sostiene che la fine della guerra in Ucraina sia più vicina dopo i colloqui con Putin e Zelensky. Atteso un nuovo faccia a faccia al summit NATO di Ankara.


Trump: «Putin e Zelensky vogliono che la guerra finisca»

Parlando ai giornalisti nello Studio Ovale, Trump ha sostenuto che entrambe le parti sarebbero ormai intenzionate a porre fine al conflitto.

«Siamo molto più vicini a una soluzione di quanto la gente pensi. Il presidente Putin vuole che finisca. Ve lo dico con molta convinzione.»

Il presidente americano ha poi aggiunto:

«Anche il presidente Zelensky ora vuole che finisca. Ne parleremo alla NATO e credo che riusciremo a mettere fine a questa terribile situazione.»

Trump, tuttavia, non ha fornito dettagli concreti sulle ragioni del suo ottimismo né su eventuali proposte negoziali.

Atteso un faccia a faccia con Zelensky ad Ankara

Il presidente statunitense incontrerà Volodymyr Zelensky mercoledì, a margine del vertice NATO in programma ad Ankara.

Secondo fonti dell'amministrazione americana, l'obiettivo dell'incontro sarà rilanciare gli sforzi diplomatici per arrivare a un cessate il fuoco e a un possibile accordo tra Mosca e Kiev.

Dopo il colloquio con Zelensky, Trump potrebbe avere un nuovo contatto telefonico anche con Vladimir Putin, per verificare la disponibilità russa a proseguire il dialogo.

Zelensky: «Trump guarda la guerra con occhi diversi»

In un'intervista al Financial Times, Zelensky ha spiegato di percepire un cambiamento nell'atteggiamento del presidente americano.

Secondo il leader ucraino, Trump starebbe osservando il conflitto «sotto una luce diversa» dopo i recenti successi militari ottenuti da Kiev, in particolare con gli attacchi a lungo raggio contro infrastrutture petrolifere russe.

Il presidente ucraino ha affermato che Trump gli avrebbe riconosciuto i risultati della campagna di droni condotta contro obiettivi strategici in Russia.

Alla domanda se ciò significhi un pieno sostegno americano all'Ucraina, Zelensky ha risposto:

«Il presidente Trump vuole stare dalla parte del successo.»

Secondo il leader di Kiev, questa valutazione sarebbe legata sia alla personalità del presidente americano sia alle prossime elezioni di medio termine negli Stati Uniti.

Il Cremlino: «La posizione americana non è cambiata»

Da Mosca arrivano però segnali differenti.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che la posizione degli Stati Uniti sul conflitto resta sostanzialmente invariata.

Peskov ha riferito che la telefonata tra Putin e Trump, durata circa 85 minuti, si è conclusa con l'impegno reciproco a mantenere nuovi contatti nel prossimo futuro.

Secondo il Cremlino, Trump continua a mantenere una linea coerente sul dossier ucraino e sarebbe disponibile ad ascoltare le valutazioni della leadership russa.

Intanto continuano gli attacchi russi

L'ottimismo espresso da Trump contrasta con quanto accade sul campo di battaglia.

Nella notte successiva ai colloqui telefonici, la Russia ha lanciato una nuova massiccia offensiva con missili e droni contro Kiev e la regione circostante.

Secondo le autorità ucraine, almeno 28 persone sono rimaste uccise nei bombardamenti, mentre continuano le operazioni di soccorso tra gli edifici colpiti.

L'intensificarsi degli attacchi conferma come, nonostante i segnali diplomatici, il conflitto resti estremamente violento.

Il vertice NATO sarà decisivo

L'incontro di Ankara rappresenta uno dei passaggi diplomatici più importanti degli ultimi mesi.

Oltre alla questione delle spese militari dell'Alleanza, il dossier Ucraina sarà uno dei temi centrali del confronto tra i leader occidentali.

Trump punta a rilanciare il proprio ruolo di mediatore tra Mosca e Kiev, mentre gli alleati europei attendono di capire se dalle nuove interlocuzioni con Putin e Zelensky possano emergere elementi concreti per avviare un percorso negoziale verso la fine della guerra.