Maxi contratti prima del summit
Gli annunci arriveranno durante il NATO Defence Industry Forum, organizzato ad Ankara poche ore prima dell'apertura ufficiale del vertice.
I governi europei presenteranno nuovi programmi di acquisto di armamenti e collaborazioni industriali nel settore della difesa, in risposta alle pressioni esercitate da mesi dalla Casa Bianca affinché gli alleati aumentino significativamente la spesa militare.
Tra i primi Paesi a scoprire le carte ci saranno i Paesi Bassi.
I Paesi Bassi annunciano investimenti per oltre 3 miliardi
La ministra della Difesa olandese Dilan Yeşilgöz ha anticipato che Amsterdam presenterà accordi e investimenti superiori ai 3 miliardi di euro.
Tra le iniziative figurano:
- nuovi programmi comuni con il Belgio per la difesa aerea;
- una cooperazione con il Regno Unito per la costruzione di unità navali;
- ulteriori investimenti nell'industria europea della difesa.
L'annuncio rappresenta uno dei principali contributi nazionali alla nuova strategia di rafforzamento militare dell'Alleanza.
La NATO sostituirà gli AWACS con i GlobalEye svedesi
Tra le novità più importanti attese ad Ankara c'è anche la decisione della NATO di sostituire la storica flotta di aerei radar AWACS, in servizio da decenni, con il nuovo sistema GlobalEye prodotto dall'azienda svedese Saab.
Il programma rappresenta uno dei maggiori investimenti tecnologici dell'Alleanza negli ultimi anni e punta a modernizzare le capacità di sorveglianza aerea e di comando.
Rutte: «L'Europa sta spendendo molto di più»
Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha sottolineato che gli alleati europei hanno aumentato la spesa per la difesa a ritmi senza precedenti.
Secondo i dati illustrati dal segretario generale:
- nel 2025 i membri europei della NATO e il Canada hanno speso circa 90 miliardi di dollari in più rispetto all'anno precedente;
- la spesa complessiva ha superato i 570 miliardi di dollari;
- l'incremento reale è stato di circa il 20% in un solo anno.
Rutte ha riconosciuto che questa accelerazione è dovuta sia alla guerra in Ucraina sia alle forti pressioni esercitate da Donald Trump.
«Stiamo costruendo un'Alleanza sostenibile, nella quale gli Stati Uniti possano considerare equa la condivisione degli oneri», ha dichiarato.
Trump continua a mettere pressione agli alleati
Nonostante l'aumento degli investimenti europei, a Bruxelles permane una forte preoccupazione.
Negli ultimi mesi Trump ha infatti rilanciato le proprie critiche agli alleati della NATO, accusandoli di non aver sostenuto adeguatamente gli Stati Uniti durante il conflitto con l'Iran.
Il presidente americano ha inoltre lasciato intendere, in diverse occasioni, di poter:
- ridurre ulteriormente la presenza militare americana in Europa;
- ignorare gli obblighi di difesa collettiva previsti dall'articolo 5 del Trattato NATO;
- riconsiderare il ruolo stesso degli Stati Uniti nell'Alleanza.
Parallelamente Washington ha già annunciato il ritiro di alcune forze dal continente europeo e una revisione della propria presenza militare.
I timori europei alla vigilia del vertice
Le diplomazie europee sperano che il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e Mark Rutte riescano a mantenere un clima costruttivo durante il summit.
Resta però l'incertezza sul comportamento di Trump, reduce da nuove polemiche con diversi leader europei, tra cui la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, recentemente bersaglio di nuovi attacchi pubblici.
Tra i dossier più delicati figurano anche:
- il futuro degli aiuti all'Ucraina;
- le tensioni con la Russia;
- il rapporto tra NATO e Iran dopo il recente conflitto;
- il ruolo della Groenlandia nella sicurezza dell'Artico.
Un vertice decisivo per il futuro dell'Alleanza
Il summit di Ankara si apre in uno dei momenti più delicati degli ultimi anni per la NATO.
Da una parte gli alleati europei cercano di dimostrare di aver raccolto l'appello americano ad aumentare gli investimenti nella difesa; dall'altra rimane l'incognita rappresentata da Donald Trump, che continua a chiedere una condivisione ancora maggiore dei costi e non esclude nuove pressioni sugli alleati.
I grandi contratti militari annunciati ad Ankara puntano proprio a rafforzare la credibilità dell'Alleanza e a evitare che il vertice venga dominato dalle tensioni politiche tra Washington e i partner europei.