La Cina lancia un missile balistico nel Pacifico da un sottomarino nucleare: allarme tra Stati Uniti e alleati

Pechino ha effettuato il lancio di un missile balistico da un sottomarino nucleare nel Pacifico. Stati Uniti, Giappone, Australia, Nuova Zelanda e Taiwan esprimono preoccupazione.


Il test dal sottomarino nucleare

Il missile è stato lanciato alle 12:01 ora locale da un sottomarino della Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione verso acque internazionali del Pacifico.

L'agenzia Xinhua ha precisato che il vettore trasportava una testata simulata e che l'operazione rientra nel normale programma di addestramento delle forze armate cinesi.

La portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha dichiarato che il lancio è stato effettuato "in modo sicuro, standardizzato e professionale", invitando gli altri Paesi a "non interpretare eccessivamente" l'episodio.

Potrebbe trattarsi del nuovo missile JL-3

Pechino non ha specificato quale sistema d'arma sia stato impiegato.

Secondo il quotidiano statale Global Times, citando un esperto militare, il missile sarebbe con ogni probabilità il JL-3, il più moderno missile balistico lanciabile da sottomarini sviluppato dalla Cina e presentato pubblicamente durante la parata militare dello scorso anno.

Secondo il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, il JL-3 avrebbe una gittata sufficiente a colpire il territorio continentale americano anche partendo dalle acque costiere cinesi.

Gli Stati Uniti: «Serve un dialogo sul controllo degli armamenti»

Washington ha confermato di aver monitorato il lancio.

Il portavoce del Dipartimento di Stato, Tommy Pigott, ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno seguito il test del missile intercontinentale privo di testata reale e hanno rinnovato l'invito a Pechino ad avviare "seri colloqui sul controllo degli armamenti".

Anche gli analisti militari occidentali stanno esaminando i dati raccolti durante il lancio per valutare eventuali progressi nelle capacità operative della Marina cinese.

Australia, Giappone e Nuova Zelanda criticano il test

Pechino ha notificato preventivamente il lancio ad Australia, Giappone e Nuova Zelanda, ma soltanto con poche ore di anticipo.

Una tempistica giudicata insufficiente dai governi interessati.

La ministra degli Esteri australiana Penny Wong ha affermato che il test si inserisce nel contesto del rapido rafforzamento militare cinese, accompagnato da una trasparenza ritenuta insufficiente da parte dei Paesi della regione.

Più dura la posizione della Nuova Zelanda.

Il ministro degli Esteri Winston Peters ha definito il lancio "uno sviluppo preoccupante e indesiderato", ribadendo che i Paesi del Pacifico non vogliono vedere la regione trasformata in un'area di sperimentazione missilistica.

Anche il Giappone ha fatto sapere di aver espresso "grave preoccupazione" a Pechino, chiedendo di riconsiderare iniziative di questo tipo.

Il tempismo alimenta i sospetti

Il lancio è avvenuto nello stesso giorno della firma, nelle Figi, del nuovo accordo di difesa denominato Ocean of Peace Alliance, che impegna Australia e Figi a prestarsi reciproca assistenza militare in caso di aggressione.

Per alcuni analisti la coincidenza potrebbe non essere casuale.

Secondo Meia Nouwens, esperta dell'International Institute for Strategic Studies di Londra, il test potrebbe rappresentare un messaggio politico di Pechino nei confronti del rafforzamento della cooperazione militare tra Australia e Stati insulari del Pacifico.

Tuttavia, osserva l'analista, una simile dimostrazione di forza rischia anche di peggiorare l'immagine della Cina presso molti Paesi dell'area.

Taiwan: «È un tentativo di intimidazione»

Da Taipei la reazione è stata particolarmente severa.

L'ufficio della presidente taiwanese ha definito il lancio un tentativo della Repubblica Popolare di intimidire la comunità internazionale.

Secondo un alto funzionario della sicurezza dell'isola, la Cina starebbe inoltre aumentando la presenza della propria Marina durante la stagione delle grandi esercitazioni militari, comprese attività congiunte con la Russia.

Cresce la competizione nell'Indo-Pacifico

Il test rappresenta il primo grande lancio missilistico cinese dopo quello effettuato nel 2024 e conferma il rapido sviluppo delle capacità strategiche di Pechino.

Pur sostenendo che l'esercitazione non fosse diretta contro alcun Paese, la Cina continua a rafforzare la propria deterrenza nucleare in una fase di crescente competizione con gli Stati Uniti e con gli alleati occidentali nell'Indo-Pacifico.

Il lancio arriva inoltre mentre si intensificano le tensioni nel Pacifico meridionale, dove Washington, Canberra e Pechino competono da anni per rafforzare la propria influenza strategica presso gli Stati insulari della regione.