DDL caccia, la Camera rallenta: approvazione rinviata a ottobre

Dopo il via libera del Senato, la riforma sulla caccia perde la corsia preferenziale a Montecitorio. La maggioranza conferma il sostegno al testo, ma i tempi si allungano tra audizioni, verifiche europee e divisioni interne.


Il ddl caccia rallenta il suo percorso parlamentare. Dopo l'approvazione al Senato, il provvedimento è approdato alla Camera, ma la maggioranza ha accantonato l'ipotesi di una procedura d'urgenza. L'obiettivo di ottenere il via libera definitivo prima della pausa estiva appare ormai sfumato e, secondo fonti del centrodestra, l'approvazione potrebbe arrivare non prima di ottobre.

Salta la corsia preferenziale

Il disegno di legge è stato assegnato alla Commissione Agricoltura della Camera, dove inizieranno le audizioni e l'esame degli emendamenti.

Dalla maggioranza spiegano che non si tratta di uno stop al provvedimento, ma della scelta di procedere con maggiore cautela. L'iter parlamentare richiederà infatti i normali passaggi in Commissione prima dell'approdo in Aula.

La maggioranza conferma il sostegno alla riforma

Nel centrodestra nessuno intende rinunciare a una riforma considerata un impegno assunto nei confronti del mondo agricolo.

Secondo le forze di maggioranza, il provvedimento punta soprattutto a contenere i danni provocati dalla fauna selvatica alle coltivazioni e ad aggiornare la legge n. 157 del 1992.

L'obiettivo politico, spiegano, resta invariato: modificare la normativa senza compromettere l'equilibrio raggiunto durante l'esame al Senato.

Le divisioni interne e la libertà di coscienza

Non mancano però le differenze di vedute all'interno della stessa maggioranza.

In Commissione Agricoltura la deputata di Noi Moderati Michela Vittoria Brambilla ha votato contro l'adozione del testo base, ribadendo la propria contrarietà alla riforma.

Da Forza Italia fanno sapere che, trattandosi di un tema particolarmente sensibile, sarà lasciata libertà di coscienza ai parlamentari, pur confermando il sostegno del partito all'impianto complessivo del provvedimento.

Sotto osservazione di Quirinale e Commissione europea

A suggerire prudenza contribuiscono anche le verifiche istituzionali sul testo.

Il provvedimento è infatti osservato con attenzione sia dal Quirinale sia dalla Commissione europea, che starebbe valutando la compatibilità di alcune norme con le direttive europee, in particolare quelle dedicate alla tutela degli habitat naturali e degli uccelli selvatici.

Questi aspetti potrebbero influenzare il percorso della riforma durante l'esame parlamentare.

L'obiettivo resta modificare la legge sulla fauna selvatica

Nonostante il rinvio dei tempi, la maggioranza ribadisce di non voler cambiare l'impianto del ddl.

Secondo il centrodestra, il testo è già frutto di un lungo lavoro di mediazione svolto al Senato e non si prevede una revisione sostanziale alla Camera.

L'intenzione è quindi completare l'iter parlamentare nei prossimi mesi, cercando di evitare nuovi passaggi tra i due rami del Parlamento e arrivare al via libera definitivo entro l'autunno.