Il ministro della Difesa Guido Crosetto esclude ogni ipotesi di dimissioni e rivendica il proprio ruolo all’interno dell’esecutivo, chiarendo di voler continuare a rappresentare le esigenze delle Forze armate anche in un contesto di tensioni politiche sulla gestione della spesa per la difesa.
«Dimettermi? Perché dovrei?», afferma Crosetto in un’intervista, sottolineando la fiducia nella tenuta del governo e nella condivisione degli obiettivi tra i principali esponenti della maggioranza. Il ministro ribadisce di non avere intenzione di lasciare l’incarico e di attendersi il rispetto degli impegni presi in ambito NATO e nella programmazione delle risorse.
Spese militari e fondo SAFE
Al centro delle tensioni politiche resta il nodo del fondo europeo SAFE e, più in generale, il percorso di incremento della spesa per la difesa. L’Italia, spiega Crosetto, avrebbe già avviato il percorso concordato a livello internazionale, raggiungendo circa il 2,8% del PIL complessivo tra spesa militare diretta e componenti legate alla sicurezza. Il ministro insiste sulla necessità di mantenere una traiettoria di crescita degli investimenti: «La sicurezza è un investimento e non un costo», afferma, spiegando che il rafforzamento del settore è necessario per la protezione del Paese e per il sostegno all’industria nazionale della difesa. Crosetto segnala inoltre la mancata destinazione di una quota pari allo 0,15% del PIL nell’ultimo esercizio, attribuendola a vincoli di bilancio e procedure europee. L’obiettivo, secondo il ministro, sarebbe quello di recuperare tali risorse già nel prossimo ciclo di bilancio.
Il confronto con gli alleati NATO
Nel quadro degli impegni internazionali, Crosetto richiama anche le richieste degli alleati, che spingono verso un ulteriore incremento della spesa militare fino al 5% del PIL nel medio periodo.
L’Italia, afferma, si sta muovendo lungo una traiettoria coerente con gli accordi NATO, pur sottolineando la necessità di equilibrio con i vincoli di finanza pubblica. «L’importante è mantenere una traiettoria credibile», afferma il ministro.
I voli Usa e le polemiche politiche
Crosetto interviene anche sul tema dei voli militari statunitensi dalle basi italiane, definendo le polemiche “strumentali”. I dati citati dal ministro mostrano come il numero dei voli sia rimasto stabile negli ultimi anni, con picchi più elevati nel passato. Secondo Crosetto, le operazioni rientrano in attività ordinarie e non rappresentano una variazione significativa rispetto ai governi precedenti.
Vannacci e il dibattito politico
Infine, il ministro commenta anche la figura del generale Roberto Vannacci, definendolo un esponente politico che utilizza messaggi forti per intercettare consenso. Crosetto sottolinea di aver avuto responsabilità nei suoi confronti solo durante il servizio attivo nelle Forze armate, ribadendo la distinzione tra ruolo militare e attività politica.