Zelensky chiede agli USA la licenza per produrre missili Patriot dopo i raid su Kiev

L’escalation ha causato 18 vittime e 90 feriti ucraini a Kyiv. Secondo il Premier Ucraino è necessario l’invio di nuove armi. Si chiede l’intervento di Donald Trump.




Dopo il massiccio attacco notturno avvenuto su Kyiv, attribuito alle forze russe e che ha causato 18 vittime e oltre 90 feriti nella capitale ucraina, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto agli Stati Uniti un rafforzamento decisivo della cooperazione in materia di difesa aerea, sollecitando in particolare il rilascio di una licenza per la produzione dei missili del sistema Patriot.


La richiesta arriva all’indomani di quello che le autorità ucraine definiscono uno degli attacchi più intensi dall’inizio dell’invasione russa. Zelensky ha ribadito che il potenziamento delle difese aeree resta “una priorità assoluta e critica” per il Paese, sottolineando la necessità non solo di nuove forniture militari, ma anche di una capacità produttiva autonoma o condivisa con gli alleati.


“Contiamo su una decisione degli Stati Uniti riguardo alle licenze per i Patriot e ad altre forme di cooperazione”, ha dichiarato il presidente Ucraino. L’appello si inserisce in un contesto di forte escalation dei bombardamenti. Il sindaco di Kyiv, Vitali Klitschko, ha definito l’attacco notturno il più massiccio mai subito dalla città dall’inizio della guerra, annunciando una giornata di lutto per le vittime.


Sul terreno, oltre ai raid sulla capitale, si registrano nuove tensioni anche in altre aree del Paese e nelle zone occupate. Nella regione di Zaporizhzhia, le autorità filorusse hanno denunciato attacchi con droni attribuiti alle forze ucraine, con vittime e feriti secondo il governatore locale. La richiesta di Zelensky agli Stati Uniti mette quindi al centro il tema della produzione e dell’autonomia nelle forniture militari occidentali, in un momento in cui l’intensificarsi degli attacchi russi aumenta la pressione sul sistema di difesa ucraino e sui suoi alleati.