Regno Unito, Burnham eredita un piano per la difesa con un deficit di finanziamento

Il successore designato di Keir Starmer dovrà reperire miliardi di sterline per sostenere l'aumento della spesa militare in un contesto di forti pressioni sui conti pubblici


La transizione alla guida del governo

Il Regno Unito si prepara al passaggio di consegne tra il primo ministro Keir Starmer e il suo successore designato, Andy Burnham, che dovrebbe assumere la guida del governo dopo la conclusione della procedura interna al Partito Laburista. Alla vigilia del cambio di leadership, l'esecutivo uscente ha presentato un nuovo piano di rafforzamento della difesa destinato a incidere in modo significativo sui conti pubblici dei prossimi anni.

Un piano con risorse ancora da trovare

Il programma annunciato dal governo prevede un incremento di circa 15 miliardi di sterline per il settore della difesa, con l'obiettivo di rendere le forze armate britanniche maggiormente preparate ad affrontare un contesto internazionale caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche. Secondo i documenti pubblicati insieme al piano, circa 4,7 miliardi di sterline delle nuove risorse dovranno però essere individuati nella prossima legge di bilancio, lasciando al futuro governo il compito di colmare il divario finanziario.

Le scelte difficili del prossimo esecutivo

Per reperire le risorse necessarie, il nuovo governo potrebbe essere costretto a intervenire con ulteriori tagli alla spesa pubblica oppure con aumenti delle entrate fiscali. Il piano prevede inoltre il raggiungimento di consistenti risparmi attraverso misure di efficientamento del comparto della difesa, mentre parte dei finanziamenti dovrebbe derivare dalla riallocazione di fondi destinati ad altri programmi pubblici, tra cui alcuni progetti infrastrutturali ed energetici.

Il dibattito sulla sicurezza nazionale

L'iniziativa arriva in un momento in cui il Regno Unito, come altri Paesi europei, sta aumentando gli investimenti nella difesa alla luce del deterioramento dello scenario di sicurezza internazionale e del protrarsi della guerra in Ucraina. Il governo ha definito il programma il più significativo incremento della spesa militare degli ultimi decenni, sottolineando la necessità di rafforzare le capacità operative delle forze armate britanniche.

Le critiche sul livello degli investimenti

Non sono però mancate le contestazioni da parte dell'opposizione e di alcuni esperti del settore.

Diversi osservatori ritengono infatti che i fondi previsti restino inferiori rispetto alle esigenze individuate dai vertici militari e che il piano non chiarisca come il Regno Unito intenda raggiungere l'obiettivo fissato dalla NATO di destinare il 3,5% del PIL alla difesa entro il 2035. Anche alcuni istituti di ricerca economica hanno evidenziato come il progressivo aumento della spesa militare rappresenterà una delle principali sfide per la sostenibilità dei conti pubblici britannici.

Una sfida politica ed economica

Per Andy Burnham, chiamato a raccogliere l'eredità di Keir Starmer, il dossier della difesa si presenta quindi come uno dei primi e più complessi banchi di prova. La necessità di rafforzare la sicurezza nazionale dovrà essere conciliata con il mantenimento dell'equilibrio dei conti pubblici e con le richieste di investimento in altri settori strategici, in una fase di crescita economica moderata e di persistenti pressioni sul bilancio dello Stato.