La Commissione europea accende i riflettori sulla riforma
Il disegno di legge sulla caccia approvato in prima lettura dal Senato è finito sotto l'attenzione della Commissione europea, che ha confermato di seguire da vicino l'evoluzione del provvedimento durante il suo iter parlamentare. Pur evitando giudizi formali prima dell'approvazione definitiva del testo, Bruxelles ha fatto sapere di monitorare attentamente la situazione, una presa di posizione considerata insolita nelle fasi preliminari dell'iter legislativo e interpretata come un segnale di forte attenzione nei confronti della riforma.
I dubbi sulle direttive europee
Secondo quanto emerso, già nel dicembre 2025 la Commissione aveva trasmesso alle autorità italiane una comunicazione informale nella quale evidenziava il rischio che alcune disposizioni del disegno di legge potessero entrare in conflitto con la Direttiva Habitat e la Direttiva Uccelli.
L'eventuale incompatibilità con la normativa europea potrebbe esporre l'Italia all'apertura di una nuova procedura d'infrazione qualora il testo definitivo non risultasse conforme agli obblighi previsti dal diritto dell'Unione europea.
Calendari venatori tra i punti più contestati
Uno degli aspetti maggiormente osservati riguarda la possibilità concessa alle Regioni di modificare i calendari venatori attraverso una semplice delibera, pur acquisendo il parere dell'ISPRA senza esserne vincolate. Secondo la Commissione europea, già con la normativa vigente vengono frequentemente segnalate autorizzazioni alla caccia in periodi sensibili per la riproduzione, la migrazione e il ripopolamento di specie protette. Bruxelles teme che una maggiore flessibilità possa aumentare il rischio di violazioni delle direttive europee sulla tutela della biodiversità.
Le altre criticità della riforma
Tra gli ulteriori aspetti segnalati figurano le norme relative alla caccia notturna agli ungulati, l'utilizzo di determinate tipologie di armi e il ricorso ai richiami vivi, pratica già oggetto di attenzione da parte delle istituzioni europee per il rischio di alimentare il commercio illegale di fauna selvatica.
Durante l'esame parlamentare alcune disposizioni inizialmente previste, come l'apertura della caccia allo stambecco, sono state eliminate, mentre il declassamento del lupo da specie "rigorosamente protetta" a specie "protetta" si inserisce nel quadro delle recenti modifiche approvate anche a livello europeo.
Il confronto politico in Italia
La riforma continua a dividere il panorama politico italiano. Le forze di maggioranza difendono il provvedimento sostenendo che l'obiettivo sia quello di aggiornare la normativa e semplificare la gestione dell'attività venatoria. Di diverso avviso le opposizioni e numerose associazioni ambientaliste, secondo cui il disegno di legge ridurrebbe il livello di tutela della fauna selvatica e recepirebbe principalmente le richieste del settore venatorio. Le proteste si sono susseguite anche durante l'esame parlamentare, con manifestazioni organizzate davanti al Senato per chiedere modifiche sostanziali al testo.
Possibili conseguenze dopo l'approvazione definitiva
Il disegno di legge dovrà ora essere esaminato dalla Camera dei deputati. Solo dopo l'eventuale approvazione definitiva la Commissione europea potrà valutare formalmente la compatibilità delle nuove norme con il diritto dell'Unione. Qualora Bruxelles dovesse ritenere che la legge violi le direttive europee sulla conservazione della fauna e degli habitat naturali, potrebbe avviare una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia, aprendo un nuovo fronte di confronto tra il governo Meloni e le istituzioni europee.
