Perù, Keiko Fujimori vince il ballottaggio: concluso il conteggio dei voti, ma l’opposizione non riconosce il risultato

L'autorità elettorale ha completato lo scrutinio del 100% delle schede. Keiko Fujimori mantiene un vantaggio definitivo sul candidato della sinistra Roberto Sánchez, che continua a denunciare presunti brogli e prepara un ricorso contro la proclamazione ufficiale.


Concluso il conteggio dei voti

L'autorità elettorale del Perù (ONPE) ha completato il conteggio del 100% delle schede del ballottaggio presidenziale, confermando il vantaggio definitivo della candidata conservatrice Keiko Fujimori. Secondo i risultati finali, Fujimori ha ottenuto il 50,135% dei voti, pari a 9.223.396 preferenze, contro il 49,865% e 9.173.755 voti raccolti dal candidato della sinistra Roberto Sánchez. Il margine di circa 49.600 voti conferma il vantaggio che la leader conservatrice aveva già consolidato nei giorni precedenti dopo l'esame delle schede contestate.

Fujimori: «Un percorso di ordine e speranza»

Dopo la conclusione dello scrutinio, Keiko Fujimori ha accolto con favore la chiusura del lungo processo elettorale. In un messaggio pubblicato sui social ha dichiarato che attenderà «con grande umiltà, prudenza e responsabilità» la proclamazione ufficiale da parte del Giurì Nazionale Elettorale.

La leader conservatrice ha inoltre affermato che il Paese si avvicina a «un percorso di ordine e speranza per tutti i peruviani».

Sánchez non riconosce la vittoria

Diversa la posizione di Roberto Sánchez. Il candidato progressista continua infatti a contestare il risultato delle elezioni, annunciando che non riconoscerà un eventuale governo guidato da Fujimori.

Sánchez sostiene, senza aver presentato prove pubbliche, che durante il processo elettorale si sarebbero verificate irregolarità a favore della candidata conservatrice. Nei prossimi giorni presenterà inoltre un ricorso legale per chiedere di bloccare la proclamazione ufficiale del risultato.

Proteste nelle piazze di Lima

Nelle ultime settimane Sánchez ha promosso diverse manifestazioni nella capitale Lima con l'obiettivo dichiarato di «difendere il voto». Il leader della sinistra ha invitato i propri sostenitori a proseguire le proteste anche nei prossimi giorni, aumentando il rischio di nuove tensioni politiche in un Paese già segnato da una forte instabilità istituzionale.

Il ritorno della dinastia Fujimori

Con questa vittoria, Keiko Fujimori conquista per la prima volta la presidenza dopo tre tentativi falliti. Figlia dell'ex presidente Alberto Fujimori, morto dopo aver scontato una lunga pena detentiva per violazioni dei diritti umani, la nuova presidente riporta al potere una delle famiglie politiche più influenti e controverse della storia recente del Perù. L'insediamento è previsto per il 28 luglio.

Un Paese profondamente diviso

Durante la campagna elettorale Fujimori ha promesso di lavorare per riunificare un Paese profondamente polarizzato. Tra le priorità indicate figurano il contrasto alla criminalità, il rilancio dell'economia e la riduzione delle forti disuguaglianze sociali che caratterizzano il Paese andino.

La proclamazione ufficiale il 3 luglio

Il Giurì Nazionale Elettorale dovrebbe proclamare ufficialmente il nuovo presidente il 3 luglio. Fino ad allora rimane aperta la possibilità di ulteriori ricorsi da parte dell'opposizione, anche se il completamento dello scrutinio rende ormai estremamente difficile un ribaltamento dell'esito elettorale.

Le prospettive

La vittoria di Keiko Fujimori conferma il rafforzamento delle forze conservatrici in America Latina e apre una nuova fase politica per il Perù. La futura presidente dovrà però affrontare un Paese profondamente diviso e una crisi istituzionale che negli ultimi dieci anni ha portato all'alternanza di ben dieci capi dello Stato.