Salvini sulle dimissioni di Donnarumma da Fs: «Scelta condivisa, aveva altre ambizioni. Nessuna nomina politica, arriverà un ferroviere»

Il ministro dei Trasporti ricostruisce l’addio dell’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato come una decisione concordata e non come una rottura. Nel nuovo assetto, assicura, non ci sarà una nomina politica ma una soluzione interna al gruppo


La versione di Salvini sulle dimissioni

Le dimissioni di Stefano Donnarumma dalla guida di Ferrovie dello Stato sono state «una scelta condivisa e concordata». È questa la versione fornita dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, intervenuto alla trasmissione Zapping su Rai Radio 1. Secondo Salvini, l’uscita del manager non sarebbe legata a uno scontro politico o a tensioni interne, ma alla volontà dello stesso Donnarumma di intraprendere nuove esperienze professionali.

«Aveva altre ambizioni»

Il ministro ha spiegato che Donnarumma avrebbe maturato «altre ambizioni e aspettative», dopo aver portato a termine un lavoro giudicato positivamente alla guida del gruppo ferroviario. Salvini ha quindi respinto le ricostruzioni che collegavano le dimissioni a recenti difficoltà operative del sistema ferroviario o a possibili contrasti interni al Ministero.

L’incontro e il bilancio degli investimenti

Il titolare del Mit ha riferito di aver incontrato l’ad nella stessa giornata del 25 giugno e di aver partecipato con lui a una riunione con i vertici del gruppo. Nel corso dell’intervento, Salvini ha ricordato anche gli obiettivi raggiunti negli ultimi anni, sottolineando gli investimenti legati al Pnrr e il volume complessivo di circa 25 miliardi di euro destinati al potenziamento della rete. Secondo il ministro, il periodo recente è stato «particolarmente complesso», ma ha comunque permesso di rispettare i principali obiettivi fissati.

La nuova fase delle Ferrovie dello Stato

Per il gruppo ferroviario si apre ora una nuova fase, caratterizzata dalla gestione e dalla chiusura dei numerosi cantieri aperti sulla rete nazionale. Salvini ha indicato che sono circa 1.300 i cantieri attivi, un numero che riflette l’intensità degli interventi infrastrutturali in corso. Il ministro ha riconosciuto che tali lavori possono generare disagi temporanei, ma ha ribadito che sono necessari per la modernizzazione del sistema ferroviario italiano.

Nessuna nomina politica al vertice

Uno dei punti centrali delle dichiarazioni riguarda la futura guida del gruppo. Salvini ha escluso che la sostituzione di Donnarumma possa tradursi in una nomina politica, affermando che la scelta ricadrà su una figura interna al mondo ferroviario. «Ci sarà un ferroviere», ha detto il ministro, lasciando intendere che la soluzione potrebbe arrivare dall’attuale management. Tra i nomi considerati, secondo le ricostruzioni, ci sarebbe quello di Gianpiero Strisciuglio, attuale ad e direttore generale di Trenitalia.

I risultati operativi e la tenuta della rete

Salvini ha anche rivendicato la capacità della rete ferroviaria italiana di reggere l’impatto delle attuali condizioni climatiche e dell’elevato traffico. Ha citato il transito quotidiano di circa 10.000 treni e mezzo milione di passeggeri, sottolineando come in altri Paesi europei si siano registrate limitazioni più significative.

Le prospettive

L’uscita di scena di Donnarumma apre quindi una fase di transizione per il gruppo Ferrovie dello Stato, in un momento in cui la gestione dei cantieri e degli investimenti infrastrutturali resta centrale. Le prossime settimane saranno decisive per definire il nuovo assetto del vertice e per capire quale direzione prenderà la governance del sistema ferroviario italiano.