Bilancio record per il Pd di Schlein: utile di 3,6 milioni e organico ridotto di 28 dipendenti

Il rendiconto 2025 certifica il miglior risultato economico nella storia del Partito Democratico. A trainare i conti sono soprattutto le entrate del 2 per mille, mentre la segreteria di Elly Schlein ha ridotto significativamente i costi, anche attraverso un piano di uscite incentivate


Il miglior bilancio dalla nascita del Partito Democratico

Il Partito Democratico chiude il 2025 con il miglior risultato economico dalla sua fondazione. Il bilancio pubblicato a giugno certifica infatti un avanzo di amministrazione pari a 3.624.321 euro, il più alto mai registrato dal partito dalla sua nascita nel 2007. Un risultato che supera tutti quelli ottenuti dalle precedenti segreterie, compresa quella di Walter Veltroni. L'utile è stato raggiunto dopo ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti per oltre 1,2 milioni di euro.

Aumentano le entrate del partito

Il rendiconto evidenzia un sensibile incremento delle risorse economiche. Nel 2025 il Pd ha incassato complessivamente 13,658 milioni di euro, contro i 12,190 milioni registrati nel 2022, ultimo esercizio prima dell'arrivo alla segreteria di Elly Schlein. L'aumento delle entrate supera quindi 1,4 milioni di euro, contribuendo in maniera decisiva al risultato finale. Rispetto all'avanzo di amministrazione di 572 mila euro registrato nel 2022, il miglioramento è superiore ai tre milioni di euro.

Il 2 per mille diventa la principale fonte di finanziamento

La crescita dei conti è dovuta soprattutto all'incremento del finanziamento derivante dal 2 per mille Irpef. Nel 2022 il Partito Democratico aveva incassato 7,346 milioni di euro attraverso le scelte dei contribuenti. Nel 2025 la cifra è salita a 10,57 milioni di euro, con un incremento di oltre tre milioni che rappresenta il principale motore del miglioramento economico. Il risultato conferma il crescente peso del finanziamento volontario dei cittadini nella sostenibilità dei partiti politici.

Calano i contributi dei parlamentari

Di segno opposto, invece, l'andamento delle contribuzioni versate dagli eletti. Nel 2022 deputati e senatori avevano versato al partito 3,59 milioni di euro. Nel 2025 la cifra è scesa a 2,138 milioni, con una riduzione di oltre il 40%. Il calo non dipende soltanto dalla diminuzione del numero dei parlamentari del Pd, passati da 130 a 106, ma anche da versamenti mediamente inferiori rispetto alla precedente legislatura.

Il tesoriere punta al recupero dei crediti

Il tesoriere del Partito Democratico, Michele Fina, continua intanto l'attività di recupero delle quote non versate dagli eletti. La nota integrativa al bilancio evidenzia che i crediti verso parlamentari si sono ridotti rispetto all'anno precedente, anche se il partito ha ritenuto prudente aumentare il fondo svalutazione crediti per coprire eventuali somme difficilmente recuperabili. La scelta riflette la volontà di mantenere un approccio prudenziale nella gestione dei conti.

Chi contribuisce di più al partito

Dal rendiconto emergono anche le cifre versate dai principali esponenti democratici. Elly Schlein contribuisce con 20 mila euro l'anno. Tra i parlamentari nazionali, Marco Furfaro e Giuseppe Provenzano versano 21 mila euro ciascuno. Il contributo più elevato è quello della deputata Chiara Gribaudo, che versa 33 mila euro. Tra gli europarlamentari, i contributi risultano più contenuti: Giorgio Gori versa 14 mila euro, Lucia Annunziata 12.500 euro, Nicola Zingaretti 11 mila euro e Pina Picierno 7 mila euro.

Ridotto il personale durante la segreteria Schlein

Uno dei principali interventi sul fronte dei costi riguarda il personale. Alla fine del 2022 il Partito Democratico contava 119 lavoratori subordinati. Al 31 dicembre 2025 i dipendenti risultano 91, con una riduzione complessiva di 28 unità durante la segreteria Schlein. Il risultato è stato ottenuto anche attraverso incentivi all'esodo e risoluzioni consensuali dei rapporti di lavoro. Nel corso del 2025 sono stati chiusi nove rapporti incentivati e complessivamente quattordici rapporti di lavoro sono cessati durante l'anno.

Meno dipendenti, più personale in aspettativa

Parallelamente è aumentato il numero dei dipendenti collocati in aspettativa non retribuita. Se nel 2022 erano 17, alla fine del 2025 risultano 23. Secondo il rendiconto, il partito continua inoltre a prevedere ulteriori accantonamenti economici per favorire nuove uscite e proseguire il percorso di riduzione dell'organico. Anche il numero dei giornalisti impiegati dal Pd è diminuito, passando da 18 a 16.

Le prospettive

Il bilancio 2025 rappresenta il miglior risultato economico mai raggiunto dal Partito Democratico e rafforza la posizione della segreteria di Elly Schlein sul piano della gestione finanziaria. L'incremento delle entrate derivanti dal 2 per mille e la riduzione dei costi di struttura hanno consentito al partito di chiudere l'esercizio con un avanzo record, pur in presenza di un sensibile calo delle contribuzioni dei parlamentari. Nei prossimi anni sarà però fondamentale capire se questo equilibrio potrà essere mantenuto, soprattutto in relazione all'andamento del finanziamento volontario dei contribuenti e al completamento del piano di riorganizzazione interna.