El ser querido, l’abbandono e la bramosia di potere
L’attore spagnolo - vincitore nel 2008 dell’Oscar come miglior attore non protagonista per Non è un paese per vecchi (2007) - parla del senso della famiglia, dell’abbandono, della bramosia di successo e potere, e di quegli sbagli che la società ha portato avanti per secoli (e sta portando avanti) che portano l’uomo a trasformarsi in un essere maschilista e tossico, nonché un’infernale macchina da guerra capace solo di discriminare e distruggere.
Bardem affronta il tema durante la conferenza stampa del Festival di Cannes, parlando del personaggio - un famoso regista internazionale, Esteban Martinez, che ha trascurato la figlia per anni - interpretato in El ser querido (The Beloved) di Rodrigo Sorogoyen, in concorso quest’anno e accolto da lunghi applausi. La figura del padre assente, la fuga dalle persone che si amano; tutto per inseguire il trionfo e la gloria: "credo che derivi dalle origini di quella che viene definita mascolinità tossica, ovvero dall'educazione, dalla cattiva educazione che abbiamo ricevuto per secoli, e di cui anch'io faccio parte”, afferma l’attore spagnolo.
Bardem contro il maschio assassino e guerrafondaio
“Il numero di donne assassinate è incredibile. E in un certo senso lo abbiamo normalizzato, ed è terribile. Siamo completamente pazzi? Stiamo uccidendo donne perché alcuni uomini pensano di possederle? Di esserne proprietari?”, spiega Bardem, scagliandosi poi contro l’amministrazione di Donald Trump, il Leader russo Vladimir Putin e il Presidente israeliano Benjamin Netanyahu.
“Questo problema riguarda anche il signor Trump, il signor Putin e il signor Netanyahu: per mostrare chi ha gli attributi più grossi dicono 'ti bombarderò fino a farti fuori'. È un fottuto comportamento maschile tossico che sta creando migliaia di morti”. Poche parole, ma molto chiare, dure e dirette insomma, delle quali l’attore sottolinea l’importanza di questo dibattito e l’esserne tutti consapevoli.
I giovani e la realtà manipolata dal populismo
Bardem poi affronta il tema della manipolazione dell’informazione e della realtà, soprattutto attraverso i canali social, dove il consumo frenetico e incessante di messaggi semplicistici, persuasivi e populisti sono di primo ordine. L’impatto sul pubblico, in particolare sulle giovani generazioni - che tendono ad essere più “manipolabili” - preoccupano molto l’attore.
“Questo è pericoloso; porta a un pensiero radicalizzato. In Spagna stiamo soffrendo, così come altri paesi europei e, ovviamente, gli Stati Uniti. Al momento, non credo che esista una democrazia mediatica, perché si viene puniti in base a ciò che si dice e a dove lo si dice. Quindi come possiamo risolvere questo problema? Non lo so. Da questo punto di vista, parlandone apertamente, esprimendo la nostra opinione”, spiega in merito.
Andrea Pelucchi
