Il nuovo kolossal di Nolan nel centro del mirino
The Odyssey, l’attesissimo kolossal diretto dal premio Oscar Christopher Nolan, torna al centro del dibattito dopo che è stata confermata l’attrice messicana di origini keniote - con cittadinanza statunitense - Lupita Nyong’o per interpretare Elena di Troia, figura centrale nella mitologia greca presente nei due grandi poemi omerici Iliade e Odissea, ma anche Clitemnestra, sorella della prima e moglie di Agamennone.
Questo doppio ruolo di Lupita Nyong’o - attrice che nel 2014 ha già vinto il Premio Oscar come migliore attrice non protagonista nel dramma biografico 12 anni schiavo - ha riacceso uno scontro che, almeno per quanto riguarda il social X, era già avvenuto nel momento in cui la sua presenza nel cast erano solo dei rumors.
Al centro delle critiche c’è proprio lui, Elon Musk, che si è schierato contro la scelta della Nyong’o. Assieme a Mr. Tesla, anche il conservatore Matt Walsh ha criticato questa scelta: nessuno penserebbe che l’attrice possa essere davvero la “donna più bella del mondo”. Inoltre, Walsh rincara la dose sottolineando il fatto che Nolan non avrebbe scelto un’attrice bianca per non essere accusato di razzismo. “Vero”, è stata la risposta di Musk.
Elon Musk contro il cedimento alla cultura "woke"
“Vuole i premi”, continua Mr. Tesla, riferendosi agli standard di rappresentazione e di inclusione dell’Academy per poter correre nella categoria di miglior film. Tuttavia, gli standard degli Oscar non impongono una precisa composizione del cast: è proprio questo il punto controverso della polemica che si è riaperta. Il pensiero che una singola scelta, all’interno della gigantesca macchina produttiva che sta dietro un film, possa in automatico garantire la candidatura al premio più “prestigioso” della cerimonia appare dunque come una semplificazione poco rispettosa.
Elon Musk aveva già attaccato l’ultimo kolossal di Nolan, giudicando la scelta del regista come un “insulto” al poema di Omero: “Chris Nolan ha perso la sua integrità”, prosegue Musk senza peli sulla lingua. Ma l’imprenditore americano non è contento, e la polemica si è subito estesa a Elliot Page, che secondo alcune voci sarà scelto per interpretare il fantasma di Achille. Nonostante questa scelta non sia ancora definitiva, Musk ha rispolverato dei contenuti che schernivano l’attore, rendendo ancora più aggressiva la discussione.
Il cedimento alla cultura “woke” ritorno al centro del dibattito cinematografico conservatore, seguendo lo stesso pattern nato intorno a Star Wars, The Rings of Power e, più recentemente, al live action Biancaneve. L’attesissimo The Odyssey non è ancora uscito nelle sale ma è già un campo di battaglia politico e culturale dove - per l’ennesima volta - anche la più piccola scelta artistica si trasforma in una lotta tra conservatori e progressisti, prima ancora del dibattito artistico e cinematografico.
Andrea Pelucchi
