Continuano a cadere teste al MIC


Al ministero della Cultura si allunga la lista degli addii. Nelle ultime ore il ministro Alessandro Giuli ha revocato gli incarichi a Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del dicastero, e a Elena Proietti, capo della segreteria personale. Una decisione che arriva dopo settimane di tensioni interne e nuove polemiche legate alla gestione del caso del documentario dedicato a Giulio Regeni.


Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, alla base della rimozione di Merlino ci sarebbe il mancato finanziamento del documentario sul ricercatore italiano ucciso al Cairo nel 2016, una vicenda che avrebbe provocato forti irritazioni ai vertici del ministero. Proietti, invece, sarebbe stata contestata per alcune assenze durante missioni istituzionali considerate particolarmente delicate.


Le ultime uscite si inseriscono in un quadro più ampio di instabilità che negli ultimi mesi ha interessato il ministero guidato da Giuli. Dall’arrivo dell’ex presidente del MAXXI al Collegio Romano, il dicastero è stato attraversato da dimissioni, sostituzioni e scontri interni che hanno coinvolto dirigenti, consulenti e membri delle commissioni ministeriali. Tra i casi più discussi anche quello delle dimissioni di Ginella Vocca dalla commissione cinema, arrivate dopo le polemiche sui contributi pubblici al settore audiovisivo.


Le opposizioni parlano di un clima sempre più teso all’interno del ministero e accusano il governo di non riuscire a garantire stabilità nella gestione della cultura. Dal centrodestra, invece, si difende la linea del ministro, rivendicando la necessità di riorganizzare strutture e incarichi dopo mesi di controversie politiche e mediatiche.


Il nuovo terremoto interno arriva in una fase già delicata per il governo Giorgia Meloni, impegnato a consolidare la propria influenza sulle principali istituzioni culturali del Paese, tra polemiche sulla Biennale di Venezia, nomine contestate e tensioni nel settore dello spettacolo.


Klevis Gjoka