Caos in Romania, governo pro-UE in bilico


La crisi politica in Romania si approfondisce in un momento particolarmente delicato per il paese e per l’Unione europea. Il Partito Socialdemocratico (PSD), la principale forza parlamentare, ha annunciato l’intenzione di collaborare con l’opposizione nazionalista dell’Alleanza per l’Unione dei Romeni (AUR) per presentare una mozione di sfiducia contro l’attuale governo filo-europeo.


Questa scelta segna una svolta significativa, perché rischia di indebolire l’orientamento europeista che aveva caratterizzato la coalizione al governo negli ultimi mesi, nata proprio per contenere l’ascesa delle forze più radicali.


La crisi si è aperta dopo l’uscita dei socialdemocratici dall’esecutivo guidato dal premier liberale Ilie Bolojan, che ha perso così la maggioranza parlamentare. In gioco non c’è solo la tenuta politica interna, ma anche la capacità della Romania di rispettare gli impegni presi con Bruxelles, fondamentali per accedere a oltre 10 miliardi di euro di fondi europei destinati alla ripresa post-pandemica.


Il primo ministro ha finora rifiutato di dimettersi, sottolineando la necessità di portare avanti riforme economiche cruciali entro le scadenze fissate dall’Unione europea. Tali riforme sono considerate essenziali non solo per garantire i finanziamenti europei, ma anche per rafforzare la credibilità finanziaria del paese e contenere un deficit tra i più elevati dell’UE.


L’eventuale caduta del governo potrebbe quindi avere ripercussioni che vanno oltre la politica interna, incidendo sulla stabilità economica e sul ruolo della Romania all’interno del progetto europeo. Allo stesso tempo, la possibile convergenza tra forze tradizionali e partiti euroscettici evidenzia le difficoltà, condivise da diversi Stati membri, nel mantenere un equilibrio tra esigenze sociali interne e impegni comuni europei.


Il voto di sfiducia, atteso nei prossimi giorni, rappresenterà un passaggio cruciale: non solo per il futuro dell’attuale governo, ma anche per la direzione strategica della Romania, chiamata a scegliere tra continuità nel percorso europeo e un possibile riposizionamento politico più incerto.


Klevis Gjoka