Livolsi invita a guardare all’Europa e all’impresa come bussole per il futuro


Ubaldo Livolsi, già amministratore delegato di Mediaset e Professore di finanza strategica, è secondo fonti autorevoli uno degli uomini più vicini alla famiglia Berlusconi e sostiene fortemente la necessità di un centro politico produttivista, liberista ed europeista.


Lo abbiamo trovato sereno e fiducioso e ci ha raccontato di un partito in allargamento, con l’intenzione di introdurre nella sua classe dirigente nuove leve dal settore privato e dal civismo locale. L’approccio è costruttivo ed aperto al dialogo, senza eccessivi sbilanciamenti e con la convinzione che rafforzare l’area moderata del governo e Forza Italia sia l’unica strada per lo sviluppo economico e sociale del paese.


L’analisi di Livolsi è la lucida analisi di un liberale che non può riconoscersi pienamente nelle tendenze dirigiste e protezioniste di un pezzo di destra ma che ha fiducia nel futuro della coalizione e del partito che l’ha fondata. Fiducia chiaramente proporzionale a quella per la famiglia Berlusconi, punto di riferimento per i “rinnovatori” in FI e ormai sempre più legata ad una visione di liberalismo europeo moderno che per Livolsi è necessaria.


Proprio la dimensione europea deve essere infatti il fulcro dell’azione politica del governo secondo lui, una scelta strategica oggi più che mai necessaria di fronte a degli Stati Uniti sempre più ambigui nei loro rapporti transatlatici. Il rinnovato sostegno UE al nucleare è in particolare una scelta molto saggia stando a Livolsi, che ha affermato che “non saremmo in questa situazione se avessimo tenuto il nucleare.”, riferendosi alla crisi energetica.


La frustrazione per l’attuale situazione economica italiana è chiara in un suo commento ironico: “In Italia crescono solo le banche e le partecipate.”, e non può che essere condivisa da buona parte del ceto produttivo del paese, che per Livolsi, soprattutto al nord, deve tornare ad essere corteggiato da Forza Italia per fare in modo che il partito torni ad essere competitivo.


Si tratta di una visione ottimista e pragmatica che unisce i valori liberali ed europeisti alla consapevolezza che occorre impegnarsi tutti per portarli avanti, unendo ed allargando invece di scontrarsi e dividersi. Un chiaro invito a Forza Italia e a tutti i liberali a concentrarsi su ciò che fa davvero bene al paese e non sui tatticismi personalistici.


Klevis Gjoka