Silvia Salis è l’ennesima leader creata in laboratorio

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UCapital Media

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Perfino Bloomberg parla di Silvia Salis. La sindaca di Genova è stata recentemente intervistata dal colosso dei media USA in qualità di papabile “anti-Meloni”, titolo che la sindaca ha ottenuto amministrando la sua città per pochi mesi e con un’ottima comunicazione social, basata sostanzialmente sul rivoluzionario concetto che si possa essere di sinistra e anche fighe e ben vestite. Un po’ il contraltare rosso della compianta Santanché che alla Camera arringava contro la sinistra che la odiava per il suo “tacco dodici”, insomma.


Salis ormai è un cognome famoso nella sinistra contemporanea, che, parafrasando Berlinguer, ha una Salis di lotta e una di governo. Quella di governo è la sopracitata “Anti-Meloni” in quanto bionda e ben vestita, quella di lotta è l’anti-proprietà privata e l’anti-legge per storia personale.


La grande peculiarità delle moderne leadership di sinistra è che nascono in laboratorio, create ad arte dai vecchi volponi di turno (Franceschini, Bettini, Prodi, ecc.) con il dichiarato obiettivo di essere l’anti-leader di centrodestra di turno. Si tratta di una formula che indubbiamente i volponi in questione e i loro yes men trovano molto intelligente ma nei fatti mostra il più grande limite della sinistra contemporanea.


La leadership nasce organicamente dal sostegno interno al partito/schieramento di riferimento e dal sostegno popolare, non si può inventare partendo dalle copertine patinate e dalle dichiarazioni buone per i social. Finché la sinistra non lo avrà capito continuerà ad avere tantissime interviste e pochissime vittorie.


Klevis Gjoka