La Seconda Repubblica is back
UCapital Media
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Pare un po’ di essere tornati nel 2010: il centrodestra governa non senza difficoltà; lo scenario geopolitico è esplosivo; Forza Italia e Nicole Minetti sono al centro del dibattito pubblico.
Sempre per rimanere a tema blast from the past, Del Debbio commenta l’incontro tra i Berlusconi e Tajani, esprimendosi sui destini di Forza Italia, di cui nel 1994 contribuì a scrivere il programma.
Dopotutto furono proprio i primi anni della seconda decade del 2000 a segnare la nascita dell’attuale primo partito italiano e a propellere sul panorama nazionale una neanche trentenne Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù dell’ultimo governo Berlusconi.
In quegli anni, come in questi, nel partito del Cavaliere lo scontro intestino era quotidiano e tutte le televisioni parlavano della consigliera regionale lombarda Nicole Minetti, che tra una telefonata all’amica chips e una passerella in costume da bagno faceva venire qualche dubbio sul cursus honorum al buon Gad Lerner, poi chiamato in prima serata da uno stizzito Presidente del Consiglio.
Oggi la guerra civile forzista è più mogia, un po’ come l’attuale dirigenza, e la Minetti è stata graziata dal Presidente della Repubblica per via di un parente minorenne gravemente malato. Nulla a che vedere con passerelle, bunga bunga e sfuriate di Alessandra Mussolini contro i traditori scissionisti, insomma, ma è interessante che si sia verificata una sovversione della massima marxista sulla storia che si verifica come tragedia e si ripete come farsa.
La farsa c’è già stata, ora è il momento della tragedia. Avrà un lieto fine per il partito azzurro e per la sempre necessaria rivoluzione liberale? Difficile prevederlo, specie perché il rinnovamento fortemente richiesto dalla famiglia Berlusconi sta impiegando il suo tempo a verificarsi tra tutti i compromessi del caso e chi viene fatto uscire dalla porta rientra dalla finestra (Gasparri in Commissione Esteri e Barelli, forse, al governo).
Quello che è certo è che per chi come il sottoscritto fosse nostalgico della seconda repubblica, oggi tra Minetti, Pascale, Del Debbio e Berlusconi, basta aprire il giornale.
Klevis Gjoka
