Trump contro il Papa spacca la destra
UCapital Media
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Dopo l’attacco di Trump a Papa Leone XIV riguardo la condanna di quest’ultimo alla guerra in Iran, molti storici alleati oltreoceano del tycoon si sono dissociati in modo più o meno velato dalle sue parole.
In un colpo di scena che sottolinea forse un riposizionamento complessivo, Matteo Salvini, leader della Lega e da sempre super fan del POTUS, ha affermato che l’attacco di Trump al Pontefice “non è particolarmente intelligente”.
Indubbiamente si tratta di un segno dei tempi, dopotutto la popolarità degli USA in Europa in generale e in Italia in particolare è ai minimi storici tra dazi e crisi energetica, ma è comunque significativo che il principale sostenitore di Trump nel nostro paese sia oggi l’unico nella compagine di governo a citare esplicitamente la sua dichiarazione e criticarla.
Dopotutto per quanto l’elettorato cattolico praticante in Italia si sia sensibilmente ridotto negli anni, si tratta comunque di poco meno di un terzo dell’elettorato complessivo del centrodestra ed è da sempre una demografica a cui la maggioranza guarda con particolare attenzione.
Forse la stessa attenzione dovrebbe essere rivolta anche da Trump a questo sempre più importante (e conservatore) segmento di elettorato, che nel 2024 ha rappresentato più di 30 milioni di voti proprio per lui contro Kamala Harris.
Oltre agli elettori, anche i due pesi massimi e papabili contender per la prossima nomination repubblicana, JD Vance e Marco Rubio, sono dichiaratamente cattolici. Il Vaticano è insomma una presenza sempre più ingombrante ed influente nella politica americana e l’attacco di Trump al Papa potrebbe rappresentare un problema molto forte per il Presidente sia internamente che esternamente.
Klevis Gjoka
