“Re Trump” VS molti ex cortigiani: l’oro non luccica più
UCapital Media
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Donald Trump non ci sta. Con una serie di post al vetriolo sul suo “Truth Social” fa calare l’accetta sulle teste di alcuni tra i più famosi influencer di destra che si sono dissociati dalla sua politica estera e hanno diffuso teorie del complotto su Israele e Charlie Kirk.
Nel mirino del Presidente ci sono ex alleati inossidabili come Tucker Carlson, Megyn Kelly, Candace Owens e Marjorie Taylor Greene, ma anche voci da sempre reputate estreme e complottiste come Alex Jones.
La ragione, come sempre capita con Trump, è sia politica che personale: da un lato c’è il “tradimento” della postura isolazionista da sempre mantenuta dal tycoon in campagna elettorale e fortemente voluta dal mondo MAGA; dall’altro l’impossibilità per Trump di tollerare dubbi sulla sua persona all’interno di quella che ha sempre percepito come la sua area, riflesso della sua persona.
Il quesito dopotutto è sia politico che sociologico: può un culto della personalità rivoltarsi contro la personalità in questione? La risposta è complessa, perché se la crescita di una destra ancora più estrema di quella MAGA, antisemita e terzomondista, è indiscutibile, allo stesso modo è indiscutibile che ad oggi il GOP sia Trump ed esso ancora monopolizzi l’area conservatrice a livello sia istituzionale che di media tradizionali.
Il “The Donald” della campagna elettorale fece correre ai ripari i falchi neo-con e spinse molti di loro ad andargli contro, dai Cheney a Nikki Haley. Quello della seconda presidenza ha invece spinto “America First”, brand ormai separato da MAGA e simboleggiante l’estrema destra sopracitata, ad etichettare Trump come “traditore” della causa sovranista. Una doppietta molto pericolosa per il futuro dei repubblicani.
Assisteremo anche nel GOP alla crescita e diffusione di un’ala anti-sistema capace di influenzare la scelta dei leader? Una “Squad” di estrema destra contrapposta a quella di estrema sinistra della Cortez? Oppure questa nuova branca di sovranismo avrà vita breve e verrà schiacciato sotto i post del Presidente? Difficile prevederlo oggi, ma quello che è certo è che in politica nulla è più monolitico, culti della personalità compresi.
Klevis Gjoka
