Per Trump la NATO è “tigre di carta” e gli USA devono uscirne

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UCapital Media

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Negli ultimi giorni, il presidente degli Stati Uniti sembra aver portato a un punto di tensione senza precedenti il rapporto tra Washington e gli alleati della NATO, lungi dall’essere un semplice scambio di opinioni sulla ripartizione delle spese di difesa. Secondo le sue dichiarazioni più recenti, Trump starebbe “seriamente considerando” l’idea di ritirare gli Stati Uniti dall’alleanza atlantica, definendola un “tigre di carta” e mettendo apertamente in discussione il valore di un’organizzazione che ha garantito sicurezza collettiva in Europa per oltre settant’anni.


La NATO non serve davvero più?

Questo approccio ha suscitato perplessità e critiche sia tra gli alleati europei sia tra gli esperti di sicurezza: la NATO non è un club opzionale, ma un patto di difesa collettiva fondato sull’articolo 5 del Trattato di Washington, che impegna i membri a proteggersi reciprocamente in caso di attacco. Minacciare di abbandonare tale impegno rischia di ridurre drasticamente la credibilità degli Stati Uniti, indebolendo la deterrenza nei confronti di stati avversari come la Russia, e costringendo i partner europei a correre ai ripari per proteggere i propri confini senza la garanzia di un sostegno americano certo.


Caso Iran: NATO immobile e USA furiosi

La critica di Trump verso la NATO si inquadra nel contesto della guerra in Iran, dove alcuni membri dell’alleanza si sono rifiutati di fornire aiuto militare o consentire l’uso delle proprie basi per operazioni statunitensi. Tuttavia, ridurre il valore di un’alleanza storica al solo contributo in un conflitto specifico rischia di distogliere l’attenzione dal ruolo più ampio che l’organizzazione ha avuto nella stabilità euro‑atlantica dal dopoguerra ad oggi. Gli alleati europei, pur non avendo aderito alla richiesta americana di partecipare a una guerra lontana dal mandato della NATO, restano impegnati nella difesa comune e nella gestione di crisi vicine ai loro interessi diretti.


Inoltre, le parole di Trump arrivano in un momento in cui il segretario alla Difesa americano ha rifiutato di riaffermare l’impegno degli Stati Uniti all’articolo 5, lasciando la decisione finale al presidente. Anche se formalmente gli USA non hanno ancora avviato un ritiro dall’alleanza, la retorica e le azioni suggeriscono una crescente deriva unilaterale, che potrebbe minare decenni di cooperazione di sicurezza transatlantica se non accompagnata da un serio dialogo politico con gli altri membri.


In sintesi, la posizione di Trump sulla NATO, pur avendo un certo sostegno all’interno del pubblico americano, solleva dubbi legittimi su come gli Stati Uniti intendano mantenere la loro leadership globale e se la politica “America First” possa coesistere con gli impegni multilaterali che hanno contraddistinto la sicurezza occidentale nel corso del XX e XXI secolo.


Klevis Gjoka