Cuba riceve petrolio russo dopo mesi di blocco: tra la tattica TACO di Trump e l’incertezza dei mercati
Benedetta Zimone
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La petroliera Russa Anatoly Kolodkin arriva a Cuba.
Una petroliera russa è appena arrivata sull’isola di Cuba, nonostante il blocco statunitense. A bordo non c’è solo petrolio, ma anche aiuti umanitari. Tuttavia, il presidente americano Donald Trump non sembra voler adottare “maniere forti”, mostrando una certa clemenza e tolleranza sulla questione.
“Se un paese vuole inviare petrolio a Cuba in questa fase, non è un problema per me, che si tratti della Russia o di altri”, sono state le parole pronunciate da Trump.
Tutto appare, in superficie, positivo, ma è importante ricordare che Cuba non riceve petrolio dal 9 gennaio, giorno in cui la Casa Bianca ha imposto il blocco. L’ultimo paese, prima di oggi, a esportare greggio verso l’isola è stato il Messico. Cuba, con L’Avana come capitale, sta attraversando una delle peggiori crisi energetiche della sua storia: negli ultimi 18 mesi si sono verificati sette blackout su scala nazionale.
“Non cambia niente. Cuba è finita, hanno un regime orribile, con leader corrotti, e che ricevano o meno un carico di petrolio non ha alcuna importanza”, ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti.
La petroliera Anatoly Kolodkin, che trasporta 730mila barili di greggio, si trovava al largo della costa nord-orientale di Cuba domenica sera. Secondo l’operatore marittimo MarineTraffic, dovrebbe attraccare nel porto occidentale di Matanzas entro martedì. La nave è stata sanzionata non solo dagli Stati Uniti, ma anche dall’Unione Europea e dal Regno Unito, in seguito all’invasione russa dell’Ucraina nel 2022. Inoltre, durante il suo viaggio nella Manica, è stata scortata dalla Marina militare russa.
A Trump continua a piacere il "TACO".
L’atteggiamento di Trump in questa vicenda può essere visto, ancora una volta, come un esempio della cosiddetta tattica TACO (Trump Always Chickens Out). Il termine è stato coniato dal giornalista del Financial Times, Robert Armstrong. Nonostante il blocco statunitense su Cuba e le tensioni geopolitiche con la Russia, il presidente ha dichiarato che l’arrivo del petrolio russo “non è un problema per me”, evitando qualsiasi misura concreta per fermare la petroliera o sanzionare il carico.
Questo comportamento riflette un modello ricorrente: Trump prende posizioni dure a parole, ma spesso si tira indietro quando è il momento di agire, lasciando spazio agli avversari e mostrando ambiguità, con conseguente incertezza sui mercati e sulla politica internazionale.
L'ambigutà Trumpiana non convince gli investitori
L’incoerenza e la continua ambiguità delle azioni di Trump non favoriscono i mercati, soprattutto quello delle commodity. Gli investitori e gli analisti restano scettici.Infatti, questa mattina il Brent è aumentato del 2,18%, superando i 115 dollari al barile, mentre il WTI ha registrato un rialzo dell’1,6%, raggiungendo i 101 dollari. Il rally energetico non sembra arrestarsi: all’ingresso della quinta settimana di guerra, il conflitto non accenna a fermarsi e si ipotizza, anzi, una possibile escalation via terra nel breve periodo.
Benedetta Zimone
