Ulteriore marcia indietro dell’amministrazione Trump: sospeso il Jones Act per frenare il prezzo del petrolio
Benedetta Zimone
Share:
L'Amministrazione Trump segna un'ulteriore inversione di marcia rispetto alle sue rigide politiche protezionistiche. Il Presidente degli Stati Uniti è stato costretto a sospendere il Jones Act per un periodo di 60 giorni, con l'obiettivo prioritario di frenare l'impennata dei prezzi di gas e petrolio, aggravata dalle recenti tensioni in Medio Oriente, di cui il tycoon può essere considerato tra i maggiori responsabili.
Il Jones Act è una legge centenaria che regola il commercio marittimo tra i porti statunitensi. La norma impone che le merci trasportate via mare all'interno dei confini nazionali debbano viaggiare esclusivamente su navi costruite negli Stati Uniti, battenti bandiera americana e con un equipaggio composto da cittadini statunitensi. Nata per favorire l'industria cantieristica e la marina mercantile interna, la legge è spesso criticata per l'aumento dei costi logistici che ricadono sui consumatori.
Un cambio di rotta geopolitico ed economico
Questa decisione segue il recente annuncio (il cosiddetto Warner statement ) che ha permesso la ripresa di alcune transazioni legate al petrolio russo per stabilizzare i mercati globali. Con la nuova deroga al Jones Act, il Presidente ha autorizzato petroliere e navi cargo internazionali a operare rotte domestiche, facilitando lo scarico di materie prime vitali nei porti americani per far fronte alla carenza di offerta.
Vincoli temporali e iter legislativo
Tuttavia, questo "passo indietro" è strettamente temporaneo. La deroga amministrativa ha una validità massima di 60 giorni, giustificata da motivi di sicurezza nazionale e necessità economica immediata. Qualora l'emergenza dovesse persistere, il Presidente non potrà agire unilateralmente: sarà necessario un intervento del Congresso (composto da Camera dei Rappresentanti e Senato) per una modifica strutturale o un'estensione della legge.
Benedetta Zimone
