Crosetto: "Accordi su uso basi USA da sempre gli stessi"
UCapital Media
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L’intervento del ministro della Difesa Guido Crosetto, riportato da ANSA, rimette al centro un punto fondamentale spesso trascurato nel dibattito pubblico: l’utilizzo delle basi militari statunitensi in Italia è regolato da trattati internazionali chiari e pienamente validi. Non si tratta di decisioni arbitrarie né di automatismi opachi, ma dell’applicazione di accordi sottoscritti nell’ambito dell’alleanza tra Italia e Stati Uniti d'America.
In una fase internazionale segnata da instabilità crescente, guerre regionali e minacce ibride, il richiamo al rispetto dei trattati non è una formula burocratica. È, al contrario, un’affermazione di serietà istituzionale e di coerenza strategica. L’Italia fa parte della NATO e da decenni condivide con Washington oneri e responsabilità per la sicurezza collettiva. Le basi Usa sul territorio nazionale non sono un’anomalia, ma uno dei pilastri di questa architettura difensiva.
Sostenere l’azione militare americana quando si inserisce nel quadro degli accordi internazionali significa difendere un principio semplice: le alleanze si onorano. In un mondo in cui potenze autoritarie mettono in discussione l’ordine internazionale e il diritto dei popoli alla sicurezza, la compattezza dell’asse euro-atlantico rappresenta un fattore di stabilità, non di provocazione.
L’Italia, grazie anche alla sua posizione geografica nel Mediterraneo, svolge un ruolo strategico. Le infrastrutture condivise con gli Stati Uniti rafforzano la capacità di risposta alle crisi, fungono da deterrente contro minacce esterne e garantiscono un coordinamento operativo che nessun Paese europeo potrebbe assicurare da solo con la stessa efficacia.
Naturalmente il dibattito politico è legittimo. Ma è essenziale che si fondi su dati giuridici e su una visione strategica, non su slogan. I trattati che regolano la presenza e l’utilizzo delle basi americane sono il risultato di scelte sovrane dell’Italia, confermate nel tempo da governi di diverso orientamento. Metterli in discussione senza proporre alternative credibili rischia di indebolire non Washington, ma Roma.
In definitiva, la posizione espressa dal ministro Crosetto richiama alla responsabilità: nel sistema delle alleanze occidentali non ci sono scorciatoie né ambiguità. Se si vuole beneficiare della protezione e del peso geopolitico garantiti dall’intesa con gli Stati Uniti, occorre anche assumersi le responsabilità che ne derivano. Ed è proprio questa coerenza, oggi più che mai, a rappresentare la vera forza dell’Occidente.
Klevis Gjoka
