Maggioranza lavora su "Stabilicum" per garantire vittorie nette a chi vince
UCapital Media
Share:
La politica italiana sembra aver superato una delle sue consuete impasse grazie all’intesa raggiunta nella maggioranza sulla nuova legge elettorale, ribattezzata da molti dentro il centrodestra “Stabilicum” per il suo chiaro obiettivo: promuovere stabilità e governabilità nel Paese.
Questa riforma non è frutto di compromessi al ribasso, ma di un lavoro attento e pragmatico che ha saputo coniugare diverse esigenze: garantire rappresentanza, evitare eccessive frammentazioni e rafforzare la capacità di chi vince di dare concrete risposte ai cittadini. La legge elettorale così concepita conserva il sistema proporzionale, ma introduce meccanismi che favoriscono una maggioranza coesa e duratura, riducendo il rischio di governi instabili che indeboliscono la fiducia degli elettori nelle istituzioni.
Un elemento centrale della riforma è il premio di maggioranza per chi supera la soglia del 40%, un incentivo chiaro a costruire coalizioni forti e orientate a un progetto di governo coerente. Questo non solo valorizza il ruolo elettorale dei partiti, ma rende anche più semplice la formazione di maggioranze chiare in Parlamento, elemento essenziale per affrontare le sfide economiche e sociali del Paese.
Lo “Stabilicum” prevede inoltre mantiene lo sbarramento al 3%, che tiene insieme pluralismo e rappresentanza, evitando frammentazioni troppo estreme senza penalizzare quelle forze politiche con un seguito reale tra gli elettori.
Un’altra innovazione apprezzabile è la possibile introduzione di un ballottaggio “tecnico” tra la prima e la seconda coalizione nel caso in cui nessuna superi nettamente il 40%. Si tratta di una soluzione pensata per dare ulteriore legittimità al vincitore, evitando risultati incerti e favorendo un confronto chiaro tra le principali aggregazioni politiche.
È importante sottolineare che la scelta di non inserire il nome del candidato alla premiership direttamente sulla scheda elettorale non indebolisce il ruolo degli elettori: al contrario, affida la decisione finale alle forze politiche e ai programmi, evitando personalizzazioni eccessive che spesso distorcono il confronto politico e spostano l’attenzione dai contenuti alle figure.
In un momento in cui molte democrazie europee faticano a tradurre i risultati elettorali in governi stabili e duraturi, l’accordo sullo “Stabilicum” rappresenta un passo avanti significativo per l’Italia. Non si tratta soltanto di riformare una legge tecnica: è, piuttosto, un atto politico di responsabilità verso i cittadini, con l’obiettivo di rendere più efficiente, chiaro e affidabile il processo democratico.
Ora sarà compito dei leader sancire formalmente l’intesa e presentare il testo in Parlamento, ma la direzione intrapresa è chiara: dare all’Italia una legge elettorale che equilibra rappresentanza e stabilità, favorisce maggioranze credibili e assicura un governo capace di affrontare le sfide future.
Klevis Gjoka
